venerdì 31 ottobre 2008

CONCERTO PER 2 PIANOFORTI

Musicisti di fama mondiale, Hélène Mercier e Louis Lortie saranno a Milano per un concerto benefico, MERCOLEDI 5 NOVEMBRE, 2008 alle ore 21 al Teatro Dal Verme, Via S. Giovanni sul Muro, 2 – Milano.
Il programma per 2 pianoforti e pianoforte a 4 mani includerà musiche di Mozart, Schubert, Debussy e Ravel. I biglietti sono disponibili al prezzo di euro 50/30/20 sul sito internet www.vivaticket.it
Nato a Montreal, LOUIS LORTIE ha studiato nella sua città con Yvonne Hubert (allieva del grande pianista francese Alfred Cortot), a Vienna con Dieter Weber (grande specialista di Beethoven), successivamente con Leon Fleisher, discepolo di Schnabel e si è esibito in pubblico per la prima volta a 13 anni insieme alla Montreal Symphony Orchestra.Rinomato per la prospettiva originale e l’individualità che riesce a instillare ai canoni della tastiera, si è esibito con le maggiori orchestre filarmoniche del mondo con opere di Chopin, Brahms, Schumann, Beethoven, Mozart, Stravinski, Listz, Ravel.
Nata a Montréal, HELENE MERCIER ha iniziato a studiare pianoforte all’età di 6 anni ed a 15 è entrata all’Accademia di Vienna su invito del professore Dieter Weber. Si è poi perfezionata alla Juilliard School di New York con Sasha Gorodnitski e al Conservatoire National Supérieur di Parigi con Pierre Cancan. Ha quindi lavorato con Maria Curcio, Stanislav Neuhaus, ed in formazioni di musica da camera con Gidon Kremer e Henryk Szeryng. Trasferitasi a Parigi, si è esibita in prestigiosi festival francesi. Il successo ottenuto le è valso l’invito di importanti orchestre europee e nord americane tra cui la Minnesota Orchestra, Orchestra Nazionale Russa diretta da Vladimir Spivakov, le orchestre di Vancouver, Toronto, Ottawa e Montréal con la direzione di Charles Dutoit, l’Orchestra di Parigi diretta da Semyon Bychkov. Ha suonato con il violinista Vladimir Spivakov a Parigi, San Pietroburgo, Montréal, e con il violoncellista Mstislav Rostropovitch a Copenaghen e a Parigi. Hélène Mercier è stata nominata Chevalier de l'Ordre des Arts et des Lettres dal Governo Francese.


Hélène Mercier e Louis Lortie hanno registrato opere di Ravel, Schubert e Mozart con l’etichetta Chandos, riscuotendo un grande successo di critica e pubblico.




Serata da non perdere. Per appassionati e neofiti.

giovedì 30 ottobre 2008

MINI ZUCCHE



Contrariamente a quanto confessato nel post MAXI ZUCCHE, so benissimo che fine fanno le minizucche... eccovi la ricetta di MINI ZUCCHE RIPIENI DI RISO SELVAGGIO. Un pasto vegetariano leggero da accompagnare con una insalatina ed un buon bicchiere di vino.

4 mini zucche
mezza tazza di riso selvaggio
4 tazze di acqua
succo di 1 arancia
1 cucchiaino da tè di buccia d’arancia grattugiata
2 cucchiaini da tè di sciroppo d’acero
1 manciatina di uvetta sultanina precedentemente ammollata
2 cucchiai di noci tritate
1 cucchiaino da tè di menta fresca sminuzzata
sale q.b.
pepe q.b.

Riscaldare il forno a 200 gradi.
In un tegamino versare il riso, ricoprirlo d’acqua, portarlo a bollore e lasciar cuocere per 30-40 minuti. Il riso è pronto quando la ‘buccia’ comincia a spaccarsi.
Mentre il riso cuoce, tagliare il ‘coperchio’ alle zucche e privarle con cura di semi e filamenti, lasciando intatta la polpa. Rovesciarle e metterle a cuocere in poca acqua per una quindicina di minuti. Giratele e mettetele in una teglia nel forno per altri 5-10 minuti. Attenzione a non cuocerle troppo da sfaldare la buccia.
Quando il riso è pronto, scolarlo e sciacquarlo sotto l’acqua fredda. Mescolare in una terrina il succo d’arancio e lo sciroppo d’acero. Versarvi sopra il riso, salare e pepare a piacere, aggiungere l’uvetta, le noci, la buccia d’arancia e la menta.
Versare il composto nelle mini-zucche, decorare con i ‘coperchi’ e servire!
n.b. Potete variare gli ingredienti a vostra fantasia, gusto o necessità (miele invece dello sciroppo d’acero, riso padano invece del riso selvaggio canadese)

mercoledì 29 ottobre 2008

MAXI ZUCCHE



Che esista persino un’organizzazione mondiale dal nome suggestivo Great Pumpkin Commonwealth la dice lunga sulla passione (ed i premi in danaro) che anima molti coltivatori a produrre zucche mostruosamente grosse!
Dalle foto sembrano essere flaccide creature extraterrestri mentre si tratta di prodotti dei nostri orti (n.b. da sementi selezionate) dalla buccia durissima ed impenetrabile. Le competizioni che vedono affrontarsi nella stagione autunnale questi pesi massimi sono una cinquantina in Nordamerica.
Un esempio su tutti: nella Provincia del New Brunswick primeggia il Festival Provincial de Citrouilles Géantes – Giant Pumpkin Provincial Festival di NEGUAC. La ‘vincitrice’ dell’edizione 2008 pesa ben 594 chilogrammi, la campionessa della costa atlantica!
Devo ancora scoprire cosa succede a questi giganti dopo le gare …
Un interessante sito per saperne di più con altrettanti curiosi link si chiama World Class Giant Pumpkins.

martedì 28 ottobre 2008

OMEGA PARK - QUASI OTTAWA, ONTARIO







Omega Park è un parco misto, abbastanza vicino ad Ottawa da poter essere visitato anche durante un soggiorno cittadino. In questo modo diventa facile vivere un po’ del Canada naturale, che troppo spesso viene inghiottito dall’attrazione delle città. Inoltre, un parco come Omega può davvero dare la possibilità di essere vicini ad alcuni animali, cosa non sempre facile, e troppo spesso solamente pubblicizzata.

Le foto che ci manda Luciano Pradal da Ottawa lo dimostrano :

“Questa estate ho avuto il piacere ed il privilegio di visitare per la prima volta il Parco Omega con una famiglia italiana in visita in Canada.

Il Parco Omega si trova a circa un’ora di strada da Ottawa e dalla regione della Capitale nazionale canadese. Ci sono ritornato domenica 19 ottobre 2008 con la mia nipotina ed altre due sue amiche; si sono divertite moltissimo a dar da mangiare carote e mele agli animali (solo cibo autorizzato) che aspettavano pazientemente ai bordi della strada.

Durante l’ escursione all’ Omega Park si sentivano dei lamenti ; le bambine hanno chiesto a Stephan, uno dei giovani che stava dando da mangiare agli orsi, che ha spiegato che questo è il periodo in cui i Wapiti sono in calore e i loro bramiti attirano la femmina.

i Wapiti sono i più grandi cervi del parco e di questi tempi sono molto “nervosi”, per via delle baruffe per contendersi le femmine.


Nel Parco si possono ammirare una grande varietà di animali come cervi, alci, bisonti, orsetti lavatori, volpi artiche, coyote, lupi, cinghiali, orsi”
.

Naturalmente il mio animale preferito è l’orso. Orso nero non grizzly,ma sempre lontano parente.

venerdì 24 ottobre 2008

ART GALLERY OF ONTARIO - TORONTO


Il 14 novembre 2008 riaprirà i battenti a Toronto la Galleria d’Arte dell'Ontario, www.ago.com, dopo un lungo periodo di rinnovamento e trasformazione.

La nuova Galleria, prima opera canadese del famoso architetto Frank Gehry, che proprio a Toronto è nato nel 1929, si sviluppa attraverso 110 gallerie ben illuminate con oltre 4.000 pezzi acquisiti di recente.

L’occasione si presenta interessante anche per le persone che si trovano a Toronto, per affari o in visita, in quanto ci saranno diverse manifestazioni e l’entrata alla Galleria sarà gratuita per tre giorni.

Tra gli elementi di rilievo del nuovo complesso, una scultorea scala iconica che emerge dal centro storico della Galleria ( Walker Court), due torri con vista sulla città e soprattutto la Galleria Italia.

Galleria Italia, con la sua impressionante facciata in vetro e legno, si estende per oltre 150 lungo Dundas Street ed è il prodotto della donazione di 11 milioni di dollari canadesi da parte di 23 famiglie canadesi di origine italiana che hanno voluto, in questo modo, onorare il paese che li ha accolti e dato loro la possibilità di emergere.

Proprio Galleria Italia in occasione dell’apertura presenterà un’installazione dell’artista di origini cuneesi Giuseppe Penone, esponente di spicco dell’Arte Povera.

Per i molti amanti dell’arte canadese sempre da ammirare la collezione del Group of Seven, punto di riferimento storico dell’arte pittorica canadese

giovedì 23 ottobre 2008

MEGLIO NON CHIEDERE SCUSA ...



Curiosa ed interessante per i lettori italiani la notizia pubblicata da Daniela Sanzone l’8 ottobre con il titolo, “In Ontario si potrebbe tornare a chiedere scusa”:

In una società ricca di controversie, “scusa” può essere la parola più difficile da pronunciare. O la più inopportuna, come in Nordamerica dove la richiesta di perdono viene considerata ammissione di colpevolezza e può essere utilizzata come prova in tribunale, aprendo le porte a cause per milioni di dollari. Per questo per anni, medici, ospedali, aziende e persino il vicino di casa si sono guardati bene dallo scusarsi in qualsiasi caso per evitare di farsi fare causa all’istante. Per cambiare questo stato di distanza e freddezza e soprattutto per diminuire il sempre crescente numero di cause, il governo della provincia canadese dell’Ontario ha deciso di introdurre l’Apology Act, letteralmente “l’Atto di Scusa”, rendendo la scusa non più una prova ammissibile in giudizio nei tribunali civili.
Il procuratore generale Chris Bentley, che ha introdotto ieri la proposta di legge in parlamento, ha dichiarato che l’assenza di scuse può portare a “amarezza e a controversie legali prolungate”. “Chiedere scusa – ha concluso – per un errore o un’infrazione è la cosa giusta da fare”. Se la proposta di legge verrà approvata, secondo David Orazietti, esponente liberale che per primo aveva proposto l’idea in parlamento, le scuse torneranno a essere un segnale di comprensione, empatia e gentilezza, non di colpa. Anche se i conservatori, all’opposizione nel governo provinciale, attaccano l'idea e sostengono di essere preoccupati che le scuse potrebbero essere utilizzate come facile via per non assumersi le responsabilità di un errore e non essere dette con sincerità.

mercoledì 22 ottobre 2008

MONARCA



La Danaus plexxipus è una bellissima farfalla il cui nome comune, Monarca, le è stato attribuito in onore di Guglielmo d’Orange. Tipica del continente nordamericano, la si ritrova anche in Europa, molto probabilmente trasportata dalle navi che negli ultimi secoli hanno attraversato l’Oceano Atlantico.
Meraviglia delle meraviglie! E’ una delle rare specie di farfalle che migrano: all’inizio dell’autunno affrontano il duro viaggio verso sud, dal Canada per recarsi in Messico dove ibernano per 5 mesi. Possono percorrere anche 5 mila chilometri sfruttando soprattutto le correnti ascensionali lasciandosi trasportare fino ad un’altezza dal suolo di oltre 1500 metri. Ma la meraviglia non finisce qui. Quelle che riescono a sopravvivere ritorneranno l’anno successivo allo stesso sito di partenza. Ma come faranno a ritrovare la strada di casa?
Quelle che vivono nell’Ovest sulle Montagne Rocciose passano l’inverno in California poi attraversano il Texas per ‘espatriare’ verso la Sierra Madre orientale. Quelle che vivono a est del continente fanno invece sosta in Florida per ricongiungersi a centinaia di milioni in diversi punti del Messico. I loro movimenti vengono studiati da entomologi e studenti volontari che provvedono a catturarle e contrassegnarle con un bollino adesivo con importanti dati sul luogo e data della cattura.
Chi le studia da anni nel loro peregrinare sul continente non ha quasi dubbi sul giorno esatto in cui le Monarca inizieranno il loro viaggio. Sembra infatti che siano in grado di rilevare l’altezza del sole: quando la luce di mezzogiorno raggiunge un angolo inferiore ai 56 gradi, le farfalle cominciano a migrare verso sud. Si dice che possa anche centrare il campo magnetico terrestre.

Il POINT PELEE NATIONAL PARK OF CANADA in Ontario è un territorio di particolare concentrazione e in autunno possono essere avvistate a migliaia. Il Parco è infatti una specie di ‘corridoio’ dove le farfalle provenienti dai Grandi Laghi si concentrano per evitare di sorvolare gli immensi specchi d’acqua privi di punti di sosta.
Affascinante sarebbe raccontarti tutto sul ciclo vitale della Monarca. Una storia straordinariamente ricca di dettagli alcuni tuttora inspiegabili. Se ti interessa, clicca su http://www.hww.ca/hww2.asp?id=34 oppure collegati con l’Insectarium di Montréal.




P.S. Quando ho fotografato questa grossa farfalla in Val Formazza (prov. Verbania) posata su uno stelo di 'settembrini' credevo d'aver incontrato una Monarca europea ma quando l'ho poi confrontata con quella 'canadese' autentica, non sembravano neanche parenti!

Ma è molto bella e ho voluto mostrartela lo stesso.





martedì 21 ottobre 2008

L’ESTATE INDIANA E IL CALEIDOSCOPIO DI FOGLIE



Perché alcuni anni le foglie degli alberi ci regalano spettacoli di colori più brillanti di altri, e perché alcune piante si colorano di giallo e altre di rosso?

Il meccanismo è perfetto ed ancora, in parte, sconosciuto.

La colorazione verde delle foglie in estate è data dalla clorofilla, un pigmento che domina su tutti gli altri pigmenti presenti. La clorofilla cattura l’energia solare che viene utilizzata nei processi di fotosintesi ed è quindi vitale per le funzioni della pianta, che la produce continuamente fino all’autunno, quando le temperature si abbassano e la clorofilla viene richiamata all’interno della pianta.

Il ‘mascheramento verde’ dato dalla clorofilla viene a mancare e vengono quindi esposti gli altri pigmenti: i carotenoidi, che ci regalano i gialli e gli arancioni e le antocianine, che sono legate al colore rosso.

Queste ultime vengono prodotte durante l’estate, e più calda e soleggiata sarà, più brillanti saranno i rossi e i bruni.

Alcune piante sono più ricche di carotenoidi e quindi si coloreranno prevalentemente di giallo (tigli, liriodendri, betulle), altre invece sono più ricche di antocianine e si coloreranno di rosso e arancione (aceri,querce,cornus).

Le condizioni ideali per uno spettacolare cambio di colore sono date da giornate autunnali calde con notti fresche, ma senza gelo.

Queste sono le condizioni che ci offre l’estate indiana.

L’estate indiana è un periodo di notevole escursione termica tra il giorno e la notte fra i mesi di ottobre e novembre in cui le temperature diurne sono quasi estive. Dura da 1 a 3 settimane e segue generalmente un periodo fresco, quello appunto che avvisa le piante che è ora di richiamare la clorofilla.

Il termine estate indiana si riferisce al periodo in cui i nativi approfittavano delle alte temperature diurne per dedicarsi alle ultime battute di caccia prima dell’inverno: Gli animali, infatti, con il calore di quelle giornate, non erano ancora in letargo e questo permetteva di fare consistenti scorte di cibo per l’inverno.


Barbara M.R. Milani



lunedì 20 ottobre 2008

IL DOLCE ELEONORA


Mi presento, mi chiamo Luciano Pradal e, nel lontano 1961 ho studiato alla Scuola Tecnica dell'Arte Bianca e dell'Industria Dolciaria a Torino, dove mi sono diplomato come tecnico della suddetta professione. Ora pensionato, ho cambiato professione, faccio la guida per i turisti Italiani che vengono a visitare il Canada.

Questa estate ho avuto il privilegio, tramite una nota e reputata Agenzia di Viaggi Italiana, di fare da guida ad una famiglia, con loro, io e Gianni l' autista, abbiamo passato delle bellissime ore visitando l'Ontario, Ottawa ed il Quebec.

Ebbene, una sera a cena insieme, la mia professione di pasticciere è emersa, ecco che cosa ho combinato: Mirtilli di bosco, sciroppo d'acero e yogurt e così ho creato un dessert che ho chiamato: DOLCE ELEONORA In onore di Eleonora, la bimba della famiglia con cui viaggiavamo. Mi sono detto: "Gli Italiani hanno inventato il Carpaccio, la Pizza MargheritaManca solo il dolce, " DOLCE ELEONORA".

Questa combinazione d'ingredienti è molto salutare; infatti i mirtilli e lo sciroppo d'acero sono conosciuti come potenti antiossidanti. Ora lo preparo e lo gusto spesso, questo della foto, credetemi, era meglio di quanto pensassi.

Ormai Luciano è entrato a far parte della famiglia. Il Canada, anzi Ottawa sembra così vicina.

venerdì 17 ottobre 2008

OTTAWA ATTRAVERSO GLI OCCHI DI UNA ITALIANA


Ed ecco un' affascinante testimonianza di un viaggio a Ottawa, capitale del Canada:
Possibile innamorarsi di una città come Ottawa? E’ possibile. Anzi, mi è successo, l’ ho vissuto in prima persona. Nata e cresciuta a Roma, fiera del mio passato, delle mie origini e di tutto quello che la città eterna offre, sono partita alla volta di questa città se non con pregiudizi con una punta di prevenzione e di snobismo. Arrivando dall’ Italia pensavo: cosa mai può offrirmi la capitale del Canada a me che arrivo dalla culla della civiltà, a me che sono abituata al sole, alle nostre città d’arte, al senso dello stile, a vini e cibo che il mondo ci invidia, all’ espresso caldo e forte?
E invece mi sbagliavo, e di grosso. Ottawa si insinua piano piano. Non ha l’ impatto di una città come Toronto né lo charme raffinato di Montréal ma ti conquista lentamente, come uno spasimante discreto e poco insistente ma dal fascino sottile, da scoprire poco a poco tanto che alla fine ci si ne innamora perdutamente. Per chi ha avuto la fortuna, come me, di rimanere ad Ottawa un mese e di abbracciare in pieno tutto quello che questa città offre (sono stata ospite a casa di amici canadesi, quindi ne ho respirato l’ atmosfera più da autoctona che da turista), la città (ed i suoi abitanti) ha rappresentato una vera sorpresa. Uno strano ma armonico mix di
understatement e di estro, spazi verdi a perdita d’ occhio e cemento, palazzi alti (ma che mai superano in altezza Parliament Hill) a fianco di vecchie case monofamiliari, nei cui giardini pasteggiano scoiattoli neri per niente intimiditi dalla presenza dei passanti. Ho ascoltato parlare” franglais” senza capire nulla o quasi ma godendo immensamente di questo suono sporco eppure così piacevole all’ udito, ho conosciuto anche io almeno 3 persone che lavorano nel governo (come si sa, ad Ottawa, chiunque ha qualcuno in famiglia che ha lavorato, o lavora, per il governo), ho trascorso serate saltando da un locale all’ altro di Elgin Street (dal Lieutenant Pump al Fox & Feather, non senza essermi concessa prima la bistecca migliore del mondo da Al, squisito padrone di casa della Steakhouse), sorseggiando “ rye” ed invidiando la capacità di resistenza all’ alcool dei canadesi. Ho goduto del sole caldo sdraiata sull’erba a pochi passi dal Rideau Canal, ho partecipato ad un barbecue come non ne avevo mai visti, in un cottage sperduto fra i boschi (ma a solo mezz’ ora di macchina da Ottawa) dove il silenzio assoluto della natura è rotto solo dalle risate e dal tintinnio delle bottiglie di birra che si incontrano in un brindisi a celebrare una lunga estate calda, il sole sulla pelle nuda, il sapore delle “spareribs” cotte a puntino e inondate da worchester sauce (ed in qualche caso anche da sciroppo d’ acero, ma questa è un’ altra storia). Ho peregrinato per giorni alla ricerca di un buon cappuccino o qualcosa che gli si avvicinasse ed alla fine l’ ho trovato da Hava Java, dove ogni commesso si è sempre fatto in quattro per servirmi, probabilmente mossi a compassione (che espressione disperata può avere un italiano alla ricerca ostinata e frenetica di un cappuccino fatto come si deve?) ma anche spinti da quello spirito di gentilezza che ho riscontrato più e più volte in questa città, dove lo spirito di accoglienza si manifesta in maniera molteplice, dove lo straniero difficilmente si sente estraneo. Quando mi accingo a partire e preparo le valigie, mi affaccio dal mio appartamento di Cartier street e vedo le foglie che cominciano ad ingiallire, perché qui l’ autunno si manifesta violentemente, con tutti i suoi colori ed i suoi profumi e l’ aria diventa subito più frizzante. La nostalgia mi assale, vorrei rimanere ancora un poco per godermi ancora questa città, i suoi abitanti ed il loro essere così “ laid back”. Intanto penso che c’è ancora il tempo di assaggiare una fetta di torta di zucca prima di salire sul volo per Roma e sorrido, pensando alla prossima volta che tornerò ad Ottawa. E già comincio a contare i giorni.
di Francesca Fabi

giovedì 16 ottobre 2008

LEONARD COHEN


Il concerto avrà luogo a Milano il 23 ottobre 2008 al teatro degli Arcimboldi...!
In effetti sto cercando qualcuno che venga al concerto con me..!!!!!! Nessuna delle mie amiche lo conosce e sarebbe disposta ad accompagnarmi...
Ma com' e' possibile che un cantautore così GRANDIOSO e con una voce da brivido lo conoscano solo così in pochi ?????????

Questo commento riguardante il prossimo concerto di Leonard Cohen a Milano mi ha convinto a
segnalarlo. Sembra proprio che non sia così ovvio parlarne. Per noi, canadesizzati, sembra impossibile. Proprio lui, Leonard, sconosciuto. Allora propongo una sua poesia :

Il vero amore non lascia tracce

Come la bruma non lascia sfregi
sul verde cupo della collina
così il mio corpo non lascia sfregi
su di te e non lo farà mai

oltre le finestre nel buio
i bambini vengono, i bambini vanno
come frecce senza bersaglio
come manette fatte di neve

il vero amore non lascia tracce
se tu e io siamo una cosa sola
si perde nei nostri abbracci
come stelle contro il sole

come una foglia cadente può restare
un momento nell'aria
così come la tua testa sul mio petto
così la mia mano sui tuoi capelli

e molte notti resistono
senza una luna, senza una stella
così resisteremo noi
quando uno dei due sarà via, lontano.

mercoledì 15 ottobre 2008

GLI INUIT A CINEMAMBIENTE - TORINO





Oltre alla proiezione di Going North di Eugenio Manghi (vedi post del 13 ottobre), Cinemambiente ospita dal 16 al 21 ottobre 2008:

INUIT - ALLARME DAI CONFINI DELLA TERRA

Saranno presenti: Jeela Palluq, antropologa e linguista Inuit, Jobie Weetaluktuk, regista Inuit, Stephane Cloutier, consigliere speciale leggi sulla lingua Inuktitut del Governo del Nunavut, Zacharias Kunuk, regista e produttore Inuit Isuma Productions, Norman Cohn, produttore Isuma Productions, Massimo Mapelli, giornalista LA7 regista “Nero Artico”.

Qui di seguito sono evidenziati alcuni momenti ‘canadesi’ del Festival ma vi consiglio di cliccare qui PER IL PROGRAMMA COMPLETO E DETTAGLIATO DEL FESTIVAL e per l'esattezza delle informazioni qui riportate.


16.10.2008 ORE 17:00
Tucano Store
Inaugurazione mostra 'ILITITAA...Capitano Bernier, i suoi uomini e gli Inuit'
Tournée Europea - mostra itinerante proveniente dal Nunavut (Canada)

Fino al 18 Ottobre Saranno presenti: Jeela Palluq, esperta di Inuktitut e Stéphane Cloutier, consigliere speciale,leggi sulla lingua Inuktitut del Governo del Nunavut.

Proiezione a ciclo continuo dei documentari OUR LAND di Zacharias Kunik (Igloolik Isuma Productions) (16-17-18 ottobre ore 10-12:30 / 15:30 - 19:30

18.10.2008 ORE 16:30
Museo Scienze Naturali
Inuit: allarme dai confini della terra
Intervengono: Jeela Palluq, antropologa e linguista Inuit; Jobie Weetaluktuk, autore del film Umiq Boat Skin, collaboratore di Isuma Productions , Zacharias Kunuk e Norman Cohn (videoconferenza) registi e produttori, fondatori di Isuma Productions; Massimo Mapelli, CapoServizio Tg LA7, regista Nero Artico.

Introduce e modera: Gabriella Massa, archeologa Inuitologa, coordinatrice Anno Polare Internazionale - Provincia di Torino

20.10.2008 Ore 16:30
Massimo 2
Going North - Vie di fuga dal riscaldamento globale (Eugenio Manghi)

20.10.2008 Ore 21:00
Museo Scienze Naturali
La Terra degli Inuit si sta sciogliendo

20.10.2008 ORE 09:30
Rivalta: Centro Culturale il Mulino
Going North - Vie di fuga dal riscaldamento globale (Eugenio Manghi)

martedì 14 ottobre 2008

LE LOCALITA’ PIU’ IMPORTANTI DEL VIAGGIO IN TRENO 2010



Banff : Scoprite le aquile volteggianti sulle Montagne Rocciose nel territorio selvaggio del parco nazionale di Banff.

Lake Louise : Perdetevi ammirando il verde smeraldo del favoloso Lake Louise e il ghiacciaio Victoria.

Montagne Rocciose : Rilassatevi ed apprezzate il viaggio attraverso uno dei più spettacolari paesaggi montani del mondo con le catene sceniche del Purcell, Selkirk e Monashee.

Icefield Parkway : Scendete sui pendii nevosi del ghiacciaio Athabasca e fate un’esperienza indimenticabile dopo aver attraversato per due ore le Montagne Rocciose. Attenti agli orsi!

I laghi : Dopo le Rocciose si passa vicino a molti laghi incastonati tra le catene Monashee e Cascade.

Kamloops : Provate l’era romantica del viaggio a vapore a bordo dello Spirit of Kamloops.

I Canyon : Seguite il paesaggio che cambia continuamente mentre il treno curva lentamente lungo i canyon dei fiumi Thompson e Lower Fraser.

Vancouver : Esplorate le molteplici attrattive della cosmopolita Vancouver – votata nel 2007 una delle migliori città in cui vivere.

Cranbrook : Visitate il museo canadese del viaggio in treno e la magnifica raccolta di carrozze ferroviarie. Cenate nella spettacolare e ricostruita Alexandra Hall.

Crownest Pass : Ammirate l’ineguagliabile bellezza del Crowsnest Pass dal punto di vista del treno a vapore, mentre si attraversa lo spartiacque continentale.

Lethbridge : Grande opportunità per i fotografi : lo spettacolare ponte Lethbridge Trestle lungo circa 1.600 metri e alto circa 100 metri, il più alto del Nord America

La Prateria : Prateria e cielo a vista d'cchio. Assaporatene la toccante ed isolata bellezza.

lunedì 13 ottobre 2008

EUGENIO MANGHI



Un amico di vecchia data, fin dai suoi appassionati esordi fotografici in Canada, per me, Eugenio è un genio! Guarda le sue fotografie (qui 3 foto scattate nel nord canadese), i suoi servizi, i suoi filmati e ne sarai conquistato.
La rete dice di lui:
Nato a Guastalla (RE) nel 1953. Dopo tre anni di stage come ricercatore presso il "C.C.R. EURATOM di Ispra", si è laureato in fisica nel 1979 alla Facoltà di Scienze di Milano.
Entra nel mondo dell'editoria nel 1976, come collaboratore di alcuni periodici di divulgazione tecnica del gruppo Kompass. Nel 1985 incomincia a dedicarsi al giornalismo e alla fotografia naturalistica e antropologica, lavorando con le più prestigiose testate nazionali di settore ("Airone, Geodes, Vie del Mondo, Qui Touring, periodici Edisport e Jackson, Panorama, Europeo, Tutti Fotografi, Scienza e Vita, Natura Oggi, Vera, Itinerari e Luoghi, Sette, Focus, Progresso Fotografico, Zoom, Alisei, Bell'Europa, Lo Specchio della Stampa, Terre Sauvage, Figaro Magazine").
Nel 1987 diventa pubblicista: nel suo archivio parchi nazionali dell'Europa, del Canada e dell'Africa, la caccia ai cetacei e la distruzione delle foreste nel mondo. Ha pubblicato diversi volumi: "Click in; Fotografiamo insieme; Oltre il 200: il problema energetico; Laghi prealpini; Il giornale del birdwatcher; Guida alla via verde varesina; Come fare la macrofotografia; Il Po, cento sguardi dall'argine"; e' autore anche di diversi video.

Occasione da non perdere per gli amici di Torino e dintorni:
GOING NORTH
Regia e Sceneggiatura di Eugenio Manghi
FESTIVAL CINEMAMBIENTE
LUNEDI 20 OTTOBRE ORE 16.30
CINEMA MASSIMO – VIA VERDI 18 - TORINO

www.cinemambiente.it
Il film documenta in modo approfondito, ricorrendo a immagini spettacolari, un fenomeno di recente scoperta, lo spostamento verso nord, all’interno dell’emisfero boreale, di specie animali e vegetali in cerca di climi più freschi attraverso i cosiddetti “corridoi biologici”, zone scarsamente popolate dall’uomo.

venerdì 10 ottobre 2008

THE CANADIAN GRAND PRIX – LE GRAND PRIX DU CANADA

Davvero un peccato ! Il Gran Premio del Canada è stato escluso dal Campionato Mondiale di Formula Uno 2009.
Il Gran Premio del Canada si corre dal 1961 (prima al Mosport Park di Bowmanville Ontario, poi sul circuito di Mont-Tremblant Québec ed infine, dal 1978, sull’Isola di Notre-Dame a Montréal). Prestigioso circuito del Campionato Mondiale dal 1967, amatissimo da tutti gli estimatori e tifosi. Poiché l’ultimo Gran Premio degli Stati Uniti è stato quello del 2007, l’esclusione del circuito di Montréal (denominato Circuit Gilles Villeneuve, l’indimenticato pilota di Berthierville Québec, pochi mesi dopo la sua morte nel 1982) significa che nessuna gara del prossimo Campionato Mondiale di Formula Uno toccherà il Nord America.
Ma quali saranno i motivi di questa esclusione???
Sarà perché i piloti si sono stufati di andare a sbattere sul muro di quell’ultima curva? Quando successe la prima volta nel 1999 furono ben 3 i piloti incapaci di evitare l’impatto: Damon Hill, Michael Schumacher e Jacques Villeneuve. Ironia della sorte volle che lo striscione pubblicitario a quella curva recitasse …BIENVENUE AU QUEBEC!
O non saranno invece state le numerosissime marmotte che vivono, indisturbate quasi tutto l’anno, sull’Isola di Notre-Dame a lamentarsi del forzato trasferimento sulla vicina Isola St. Helene qualche settimana prima del Gran Premio? Incapaci di rimanere tranquille ai bordi della pista con le migliaia di spettatori ’umani’ ad ammirare i bolidi sfrecciare a 300 all’ora, le loro scorribande sono spesso causa di spiacevoli sbandate e danni alle macchine.
A parte questi simpatici aneddoti, devo dire che mi dispiacerà molto non vedere in mondovisione questo splendido circuito che si snoda quasi ai piedi dei grattacieli, a sfiorare l’imponente ponte Jacques-Cartier, in parte su tratti di strada che normalmente sono percorsi dalle auto e dove i turisti non mancano mai di recarsi, oltre che per la vista panoramica dello skyline di Montréal, per provare l’emozione di calcare l’asfalto dove gareggiano i loro beniamini della Formula Uno.

mercoledì 8 ottobre 2008

IN TRENO ATTRAVERSO LE ROCCIOSE


Ecco come un tour operator pubblicizza i viaggi attraverso le Montagne Rocciose.

Il viaggio della vita programmato per l’estate 2010.

Canada… meravigliosa terra delle Montagne Rocciose, delle Giubbe Rosse e degli audaci pionieri determinati a colonizzare le aree più remote e forgiare una nuova vita. Dagli immensi spazi aperti alle valli profonde scavate dai fiumi fino alle cime delle montagne ricoperte di neve, molta parte del Canada è tuttora selvaggio. Aquile, cervi, castori ed orsi sono facilmente visibili. Tuttavia lo scenario scosceso delle Montagne Rocciose è soltanto una parte della storia : nonostante la sua scarsa densità di popolazione, il Canada possiede città dinamiche come Vancouver e Calgary – sede del Calgary Stampede, il più grande spettacolo al mondo di rodeo. Per fortuna esiste ancora il mezzo di trasporto dei pionieri : la straordinaria Canadian Pacific Railway (CPR). Per gli artefici di questa impresa dell’ingegneria del 19° secolo, superare le difficoltà di questo straordinario territorio costituì grande sfida. Per i viaggiatori del mondo d’oggi viaggiare con i treni della CPR rappresenta una delle più belle esperienze al mondo, soprattutto quella su un treno privato trainato da una locomotiva rimessa a nuovo. Dalle regioni più lontane alle città piene di traffico, il Canada è un paese meraviglioso.

Un piacevole viaggio in treno attraverso le Montagne Rocciose è qualcosa che non si dimenticherà mai.

martedì 7 ottobre 2008

L'ARTE DI JOHN CEPRANO



Ogni estate, gia da piu' di 10 anni John Ceprano, nato negli Stati Uniti da genitori italiani, ma residente da anni ad Aylmer (Quebec) crea queste forme con le rocce che trova nel fiume Ottawa. Queste rocce hanno 4.000.000 d' anni e John con molta arte e pazienza costruice forme che sono la meta di molti appassionati di fotografia ad ogni ora del giorno, forme che restano in equilibrio fino ad inverno inoltrato poichè le piogge, la neve ed il ghiacco cementano i sassolini che John mette con molta pazienza per mantenere le rocce in posizione.
La popolarità di questo luogo, situato in una piccola baia sulla sponda sud dell' Ottawa River e nota agli abitanti di Ottawa che vanno numerosi ogni giorno ad incoraggiare il mio amico John, che si ferma per conversare con i suoi ammiratori; nella baia, simile ad un piccolo teatro, le sere d' estate si svolgono eventi culturali nello sfondo naturale.
Notare il gabbiano appollaiato sulla testa della statua al centro-destra.

Come sempre grazie al nostro amico Luciano Pradal da Ottawa sempre attento a spiegare tutto quanto sfugge all'occhio del turista frettoloso.

lunedì 6 ottobre 2008

AMICI DI TERRY FOX





Mancano 6 giorni...
... alla Corsa della Speranza, marcia non competitiva aperta a tutti per raccogliere fondi a favore della lotta al cancro.

Ti aspettiamo domenica 12 ottobre alle ore 11 in via Palestro a Milano
per correre insieme verso un futuro di Speranza!

I fondi raccolti durante l’edizione 2008 della Corsa della Speranza saranno devoluti al Progetto Pediatrico Interregionale promosso da AIRC – Associazione per la Ricerca sul Cancro.
Le iscrizioni sono già aperte in numerosi negozi di Milano e provincia e on-line sul sito:www.lacorsadellasperanza.org .

Il contributo di 10 Euro a persona sarà interamente devoluto alla lotta al cancro.

Ai partecipanti sarà distribuito lo Zaino Ufficiale con la T-Shirt da indossare durante la corsa e la Rivista "Seasonings – Speciale La Corsa della Speranza 2008".Seguirà la festa ai Giardini Pubblici con il ristoro offerto dal Four Seasons Hotel e dalle tante aziende che ci aiutano e la lotteria ricca di premi.

venerdì 3 ottobre 2008

AUTUNNO CANADESE




Fantastico sito canadese quello delle previsioni del tempo, con migliaia di informazioni utili per ogni situazione e ogni stagione. In questi giorni leggo soprattutto la pagina FALL COLOUR REPORT (disponibile anche in francese) e seguo l’evolversi dei colori autunnali delle foreste d’acero dell’Ontario, del Québec e delle Province Marittime (Prince Edward Island, New Brunswick, Nova Scotia). Bellissime fotografie inviate dai lettori ogni giorno ‘colorano’ i dati percentuali ed i testi descrittivi.
Forse non tutti sanno che le brillanti ed infuocate sfumature del rosso, giallo e arancione non sono dovute alle foglie che “cambiano” colore, ma bensì alla sempre più scarsa produzione di clorofilla (clima asciutto, diminuzione delle temperature notturne, giornate tiepide e corte e quindi minore esposizione ai raggi del sole) che fa emergere il coloro sottostante! Un meraviglioso caleidoscopio di colori. Indimenticabile.
Quante volte vi ho detto che la stagione migliore per visitare il Canada orientale è l’autunno? Siete convinti, adesso?

giovedì 2 ottobre 2008

SYDNEY, NOVA SCOTIA


Sydney è una cittadina sull’isola di Cape Breton in Nova Scotia poco nota al turismo e agli stessi canadesi. Sconosciuta ai più. Città di transito, adesso alternativa di Baddeck, per la Cabot Trail, Sydney ha avuto un notevole sviluppo legato agli investimenti nel settore delle crociere. Tentativo in atto per riprendersi dai recenti insuccessi dell’industria pesante legata al carbone e all’acciaio.

La composizione etnica della città, scozzese, acadiana, afrocanadese ed est europea, fa sì che l’isola di Cape Breton sia sede di una grande varietà di eventi culturali. Sydney è vicinissima alla caratteristica Louisburg e alla sua fortezza, a Glace Bay e al suo museo della miniera, a Baddeck e al museo di Alexander Graham Bell, il famoso avversario di Meucci e, oltre al già citato Cabot Trail, all’intralasciabile Cape Breton Highlands National Park.

Sydney vanta pure il più grande monumento al mondo dedicato al violino.

Stupisce, quindi, fino ad un certo punto che un’altra turista, questa volta argentina, certa Monique Rozanes Torres Aguero, apparentemente turista fai da te, abbia prenotato online dei voli che, anziché portarla a Sydney, Australia, l’hanno sbarcata a Sydney, Nova Scotia. La Torres pare si sia accorta dell’errore durante il volo di avvicinamento a Sydney, NS. La sua reazione è stata positiva. Ha detto che le cose accadono per un motivo e così si è fermata in Canada a trascorrere la vacanza della vita, quella che racconterà per anni e anni a venire.

Sembra, comunque, che questa disavventura sia capitata anche a diversi turisti inglesi. Inoltre Sydney, British Columbia può vantare di aver ospitato turisti tedeschi e cechi convinti di essere sbarcati nella terra dei koala.

Gli italiani non figurano nella lista. Fonti ufficiose confermano che se hanno dubbi chiedono al loro agente di viaggio che, nel dubbio, si mette in contatto con Hotelplan. Qualcuno addirittura ha asserito di aver consultato l’atlante. Altri, hanno semplicemente ammesso di essersi letto con amore un blog simile al nostro, anzi il nostro.

mercoledì 1 ottobre 2008

DEDICATO AD UN'AMICA


Sei un tronco con chiodi di ferro, alla deriva.
Con quel tronco ho costruito la mia casa.
Come quel tronco possa tu approdare
a una spiaggia sabbiosa e lieta.
Come il sole penetra nelle nuvole
così tu ti riunisci alla nostra Grande Madre.
E il mondo è così triste.
Canto funebre dei Tlinglit