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venerdì 26 giugno 2020
sabato 13 giugno 2020
Rileggiamo... GREAT DIVIDE - LIGNE DE PARTAGE DES EAUX

"Lo spartiacque continentale (Continental Divide), che corre principalmente lungo la cresta delle Montagne Rocciose, divide l’America settentrionale in due grandi bacini idrografici.
A oriente dello spartiacque, le acque scorrono verso il Mar Glaciale Artico, la baia di Hudson, l’oceano Atlantico e il golfo del Messico; a ovest di esso i fiumi fluiscono verso l’oceano Pacifico. " Questo è più o meno quanto troveresti su una enciclopedia.

Ma chi di voi ha anche avuto la fortuna e provato l’emozione di camminare sul ghiaccio del Columbia Icefield (da dove si diparte anche il cosiddetto ARCTIC DIVIDE) nel Parco Nazionale di Jasper forse adesso ha una conoscenza fisica più intensa che non una semplice descrizione enciclopedica di una caratteristica fisica della crosta terrestre.
Ogni volta che poso il piede sul ghiacciaio, con leggerezza quasi a non volerlo scalfire, mi guardo attorno, accecata dal sole che si riverbera in ogni direzione, osservo in alto la cresta di quell’ immenso campo di ghiaccio che è il Columbia Icefield e che può essere visto nella sua smisurata interezza soltanto dal cielo. Il rumore dell’acqua, antica e pur vivissima, tutt’intorno in rigagnoli di quel ghiaccio che sotto sotto si scioglie, mi affascina e guardandola scorrere via mi vien da chiederle, quasi in un sussurro… ma tu stai andando verso il Pacifico, verso l’Atlantico o vuoi arrivare all’Artico?
Post del 27 luglio 2007
sabato 25 gennaio 2020
UN NUOVO PARCO NAZIONALE

SI AVVERA UN SOGNO!
Catherine McKenna, Ministro dell'Ambiente e dei Mutamenti Climatici nonchè Ministro Responsabile di PARKS CANADA, e Darryll Marlowe, Capo della Prima Nazione Lutsel K'e Dene, firmano l'accordo di creare il Parco THAIDENE NENE il 21 ottobre scorso.
photo courtesy of Catherine McKenna/Twitter



Photos by Paul Kane/Canadian Geographic
Ci sono voluti oltre 50 anni di consultazioni e
programmazione perché venisse finalmente istituito il nuovo Parco Nazionale nei
Territori del Nord-Ovest. E finalmente si stabilisce di tutelare la
biodiversità di una estensione di tundra e foresta boreale incontaminate di 26.525
kmq (l’area del Parco Nazionale di circa
14.000 kmq è attorniato a sud, a ovest e a nord da aree protette del Territorio
e da riserve per la tutela della fauna locale), in un accordo tra Parks Canada, il Governo Provinciale dei Northwest Territories, e
le Prime Nazioni Łutsël K’e Dene, Métis, Deninu K’ue e Yellowknives
Dene. La proposta iniziale risale al 1970 ma incontrò allora le resistenze di
alcuni Capi che temevano di veder minacciati i diritti di caccia e pesca dei
Nativi. Negli anni 90 tuttavia si affacciarono società minerarie interessate ad
impossessarsi e sfruttare le ricchezze del sottosuolo. Le Prime Nazioni si
affrettarono a riprendere le trattative con il Governo Canadese.
Il nome del Parco può essere tradotto in “Terra
degli Antenati” nella lingua Dënesųłiné o Chippewan ed è
ritenuto territorio sacro dai nativi. La vasta area protegge dozzine di fiumi, laghi,
cascate, isole e vertiginose pareti rocciose di origine glaciale. Sia la tundra
che la foresta boreale ospitano una vasta gamma di fauna selvatica. Caribou,
buoi muschiati, alci, lupi, orsi neri e grizzly, volpi rosse e artiche, linci, ghiottoni,
castori ed una miriade di altri piccoli mammiferi, uccelli e pesci qui vivono in totale libertà, protetti e tutelati.
Anche la Storia ha una sua testimonianza: Fort Reliance, sito storico
territoriale e nazionale, è situato alla foce del fiume Lockhart. Costruito
dalla Hudson’s Bay Company nel 1833 come base per gli scambi commerciali, servì anche durante le ricerche
delle sfortunata spedizione del 1845 di Sir John Franklin.
Al Parco si può accedere soltanto per via aerea o via acqua partendo
dalla piccolo comunità di Lutsel K’e (distante
circa 45 minuti di volo da Yellowknife) il centro abitato più vicino, situato sulla riva meridionale del Lago Great Slave. Da qui, saranno guide native esperte
a condurre il turista avventuroso ad ammirare panorami spettacolari e
mozzafiato.
THAIDENE NENE è il 48° Parco Nazionale canadese. Vuoi conoscerli tutti?
giovedì 14 novembre 2019
TANYA TAGAQ al LINECHECK FESTIVAL di Milano
Linecheck Festival, Milano
19 - 24 novembre 2019

19 - 24 novembre 2019

Dal sito
informazioni dettagliate sul Festival, quest'anno alla quinta edizione:
Novità di quest’anno è la presenza di un guest country: inaugura il CANADA, non a caso, nazione portabandiera del multiculturalismo: Linecheck intraprende un nuovo percorso culturale, facendo dialogare soggetti italiani e internazionali sul tema della musica come strumento di attivismo politico e sociale e presentando anche otto performance artistiche, a conferma dell’attuale stato di grazia del loro Paese e del loro spirito di inclusione.
...
Tanya Tagaq, una delle artiste più popolari del suo Paese, vincitrice del Polaris Prize nel 2014 per il miglior album canadese Animism e Canada Guest of Honour alla Frankfurt Bookfair 2020. Porterà a BASE Milano il suo canto Inuit totalmente rivoluzionario, sperimentale e viscerale.
...
Qualche anno fa abbiamo parlato qui degli INUIT THROAT SINGERS con particolare riferimento a TANYA TAGAQ. Se allora hai trovato interessanti le notizie e i link forniti nel nostro post, ecco l'occasione per sentire dal vivo questa straordinaria artista Inuk. Sarà infatti a Milano ospite del LINECHECK FESTIVAL sabato 23 novembre.
Throat singing… ossia l’arte dei popoli nordici di cantare con la gola, con parole Inuktitut e suoni che evocano il fascino dell’estremo settentrione del mondo, i suoni dell’universo…Un mezzo di comunicazione per raccontarsi le novità, cullare i bambini, narrare le antiche leggende, etc.
TANYA TAGAK, nativa di Cambridge Bay-Nunavut, è la testimone moderna di un’arte musicale che si stava quasi perdendo, poi i giovani Inuit hanno ripreso a credere nella propria cultura antichissima e a chiedere che gli anziani insegnassero loro tutto quanto riguardava le tradizioni del loro popolo: costruire igloo, andare a caccia, a pesca, cantare, tutto alla maniera degli anziani come tramandato nei secoli, da quando si fermarono sui ghiacci inospitali del Nord le ultime ondate migratorie dall’Asia Centrale attraverso l’ancor percorribile Stretto di Bering.
In molte comunità del Nunavut e delle aree settentrionali di Québec, Labrador e Territori del Nord-Ovest si tramanda l’arte di questi canti con corsi tenuti da nonne e bisnonne, sì, perché l’antico arte del Throat Singing era riservato alle donne che solitamente in coppia, faccia a faccia, quasi abbracciate, intonano duetti dai suoni travolgenti. Un paio di esempi fra tanti reperibili in rete.
http://www.youtube.com/watch?v=-9YuVOnbvmo
http://www.youtube.com/watch?v=qnGM0BlA95I&feature=related
Della straordinariamente dotata Tanya Tagaq, sono visibili su YouTube innumerevoli suoi concerti: resterai stupefatto ed affascinato dagli intrecci poetici della primordiale musicalità della sua voce con moderne ispirazioni e tecniche.
domenica 22 settembre 2019
lunedì 24 giugno 2019
RILEGGIAMO... SNOW GOGGLES
I primi occhiali da sole sono stati inventati dalle popolazioni antenate degli odierni Inuit, durante la loro migrazione attraverso lo Stretto di Bering più o meno 2000 anni fa. In Canada sono giunti con la civiltà Thule circa 800 anni fa.
La luce del sole è particolarmente aggressiva durante i mesi primaverili e può portare ad una temporanea cecità se gli occhi non sono adeguatamente protetti contro il riverbero dei raggi sulla neve. Ricavati da corna di caribù o avorio di tricheco, materiali abbondante nell’artico, e più raramente in legno, venivano intagliati con cura per aderire il più possibile al volto, evitando il contatto con gli occhi stessi, e legandoli dietro la testa con tendini animali. Le sottilissime fessure servono a limitare al massimo l’accesso ai feroci riflessi: la lunghezza della fessura determina l’ampiezza del campo visivo; mentre più è sottile la fessura, più acuta è la vista. All’interno venivano a volte cosparsi di fuliggine per evitare ulteriormente i dannosi riverberi di luce.
La luce del sole è particolarmente aggressiva durante i mesi primaverili e può portare ad una temporanea cecità se gli occhi non sono adeguatamente protetti contro il riverbero dei raggi sulla neve. Ricavati da corna di caribù o avorio di tricheco, materiali abbondante nell’artico, e più raramente in legno, venivano intagliati con cura per aderire il più possibile al volto, evitando il contatto con gli occhi stessi, e legandoli dietro la testa con tendini animali. Le sottilissime fessure servono a limitare al massimo l’accesso ai feroci riflessi: la lunghezza della fessura determina l’ampiezza del campo visivo; mentre più è sottile la fessura, più acuta è la vista. All’interno venivano a volte cosparsi di fuliggine per evitare ulteriormente i dannosi riverberi di luce.
Photo: (C) Canadian Museum of Civilization, catalogue no.IX-C-2846, image no. S89-1832-CD94686-011.
L’esemplare invece della foto qui sopra è custodito nel Maritime Museum of Vancouver insieme ad una ricchissima collezione di centinaia di migliaia di oggetti artigianali, dipinti e fotografie. Questi snow goggles, intagliati nel legno, furono rinvenuti da Henry Larsen, comandante della ST ROCH, nave di pattugliamento della polizia canadese RCMP nell’artico, negli anni Trenta.
In inglese: Snow goggles – In Inuktitut: ilgaak
Questa semplice ma ingegnosa invenzione pare essere ancor più efficace di qualsiasi moderna lente da sole high-tech.
post del 19.03.2012
post del 19.03.2012
venerdì 15 marzo 2019
SINAAQ, sui banchi di ghiaccio
Prendendo spunto dalla richiesta della rivista CANADIAN GEOGRAPHIC di 'aiutarli' a scegliere la copertina del prossimo numero in uscita, ecco un argomento di grande attualità, ora che si incomincia - forse troppo tardi - ad interrogarsi sulle cause dell'anomalo scioglimento dei ghiacciai. Ne subiscono le conseguenze gli oceani tutti, le coste di ogni continente, il clima in generale. E' interessante conoscere quali siano gli animali che abitualmente vivono nell'estremo nord del Canada ed in particolare lungo quel bordo ghiacciato che, sciogliendosi con l'aumentare delle temperature stagionali, degrada verso le acque libere, dove trovare cibo, riparo e benessere, tra lastroni galleggianti di solido ghiaccio. In INUKTUT, la lingua degli Inuit, si chiama SINAAQ.

Un'esperienza riservata a pochi avventurosi che tra primavera ed estate si avventurano, guidati dagli Inuit esperti conoscitori di questo territorio in continuo mutamento, alla luce abbagliante del sole che riluce giorno e notte. Lungo il perimetro che vede l'incontro di acque dal colore blu intenso dell'oceano Artico e la crosta di ghiaccio di un bianco accecante, si staccano e vanno alla deriva massi di ghiaccio spesso che si muovono al ritmo delle maree e dei venti. E' qui che converge numerosa la fauna artica: balene, foche, trichechi, orsi bianchi, narvali, beluga ed una miriade di specie di uccelli marini. Uno dei più vivaci e straordinari ecosistemi della terra. Gli Inuit hanno sviluppato una conoscenza di questo territorio lungo secoli di convivenza con le aspre condizioni di vita dell'Artico ed oggi offrono la possibilità di vivere con loro un'avventura unica: esplorare, fotografare, filmare, la vita del SINAAQ, sui banchi di ghiaccio in continua mutazione, osservando il fluire della vita della fauna selvatica. Da molte località del Nunavut (Coral Bay, Cape Dorset, Grise Fjord, Hall Beach, Igloolik, Iqaluit, Kukluktuq), partono escursione di uno o più giorni, di trekking, o in kajak o con le slitte.



sabato 9 febbraio 2019
PESCARE SUL RED RIVER GHIACCIATO
Se può essere assai divertente gareggiare a chi lancia il pesce congelato (vedi:https://turismoincanada.blogspot.com/2019/01/lancio-del-pesce-congelato.html) bisognerà pur procurarselo.... ed ecco come si fa su laghi e fiumi ghiacciati del Canada!
Villaggi di confortevoli minuscole casette di legno con un buco al centro del pavimento che dà accesso al foro nel ghiaccio dove gettare una lenza; ma non solo. Per chi preferisce stare all'aria aperta, tutt'attorno si perfora il ghiaccio con un'apposita trivella e via così, recuperando i pesci ad uno ad uno, con la canna o recuperando le reti. Attrezzo indispensabile è anche un colino, per spaccare e togliere la crosta di ghiaccio che si forma dopo un pò sulla superficie dell'acqua.







Al tramonto, alla fine di una faticosa giornata, a qualcuno a cui non si è congelato il buon umore, viene persino in mente di creare una 'installazione' poetica!

P.S. Della pesca sul ghiaccio - che si pratica in Canada ovunque ci sia un lago o un fiume con acque sufficientemente ghiacciate da reggere casupole ed automobili - abbiamo già parlato evidenziando la pesca al 'petit poisson' di Trois-Riviéres in Québec.
https://turismoincanada.blogspot.com/2012/03/rileggiamopesca-sul-ghiaccio-in-quebec.html
Villaggi di confortevoli minuscole casette di legno con un buco al centro del pavimento che dà accesso al foro nel ghiaccio dove gettare una lenza; ma non solo. Per chi preferisce stare all'aria aperta, tutt'attorno si perfora il ghiaccio con un'apposita trivella e via così, recuperando i pesci ad uno ad uno, con la canna o recuperando le reti. Attrezzo indispensabile è anche un colino, per spaccare e togliere la crosta di ghiaccio che si forma dopo un pò sulla superficie dell'acqua.

Le foto provengono da Selkirk, Manitoba, sul Red River.





Al tramonto, alla fine di una faticosa giornata, a qualcuno a cui non si è congelato il buon umore, viene persino in mente di creare una 'installazione' poetica!

P.S. Della pesca sul ghiaccio - che si pratica in Canada ovunque ci sia un lago o un fiume con acque sufficientemente ghiacciate da reggere casupole ed automobili - abbiamo già parlato evidenziando la pesca al 'petit poisson' di Trois-Riviéres in Québec.
https://turismoincanada.blogspot.com/2012/03/rileggiamopesca-sul-ghiaccio-in-quebec.html
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