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lunedì 15 giugno 2020

Rileggiamo... IL TEEPEE, FILOSOFIA DEGLI INDIANI D'AMERICA

Byron Harmon, 1906-1934
Il teepee (tipì) rappresenta una delle più ingegnose forme abitative creato dall’ingegno umano, ideato dalle tribù nomadi delle praterie in continuo movimento durante la stagione estiva per cacciare caribù e bisonti, rifornimenti di cibo e attrezzi utili per superare il rigido inverno. Finché non arrivarono gli europei, le tribù nomadi si spostavano a piedi, smontando e rimontando i teepee, facendo trascinare le strutture ai cani
La diffusione del cavallo rappresentò una vera rivoluzione nei trasporti potendo così costruire dei teepee sempre più grandi e tecnicamente elaborati: un numero variabile di lunghe pertiche da far convergere all’apice contemporaneamente grazie ad un saldo treppiede quale armatura portante; appoggiando altre pertiche all’incrocio fino a creare la struttura conica, leggermente inclinata verso la parte posteriore rispetto all’ingresso (sempre rivolto ad est per rendere grazie al sole nascente) rendendo il teepee più spazioso internamente e più resistente alla furia del vento. Il tutto ricoperto di pelle di schiena di bisonte. Sia la preparazione delle pelli necessarie (una quindicina per un teepee medio del diametro di quattro metri) che il montaggio stesso era riservato alle donne. Pratico e veloce da innalzare e smontare, resistente, impermeabile, con un bel fuoco al centro e relativo sistema di ventilazione dato dai deflettori di pelle a forma di orecchie che consentono il risucchio del fumo e proteggono l’incrocio dei pali in alto dalla pioggia e dalla neve.
La moglie era proprietaria dell’abitazione ed il marito era un ospite, il quale tuttavia si riservava l’onore di provvedere alle decorazioni. La notte portava consiglio e a seguito di un sogno ritenuto significativo, il marito si rivolgeva ad un abile pittore, che con un pennello di coda di bisonte trasferiva sul teepee il suo racconto.
Gli indiani concepivano le loro abitazioni come dei microcosmi: sistemate in cerchio attorno ad un  teepee più grande degli altri posizionato al centro dell’accampamento, come il sole al centro dell’immensa galassia, dove i capi si radunavano a prendere le decisioni più importanti per la vita della comunità e dove si svolgeva la danza del sole al termine della stagione di caccia. Nei grandi raduni si potevano contare centinaia, migliaia di teepee disposti in cerchi concentrici come una metafora cosmica.
Siksika (Blackfoot) Tipi
Raccontava Alce Bianco ai suoi nipoti:
Tutto ciò che è fatto dalla forza del mondo ha la forma di un cerchio. Il cielo è rotondo e mi hanno detto che il mondo è rotondo come una palla. E così tutte le stelle. Come i nidi degli uccelli, i nostri teepee sono rotondi e disposti in cerchio: il cerchio delle nazioni, un nido di molti nidi che il Grande Spirito ci ha destinato perché vi nascano i nostri figli.
Per saperne di più sulle tecniche di costruzioni, significato dei componenti, la filosofia, l'uso ai giorni nostri, etc. ti consiglio un sito italiano davvero appassionante, ben curato ed esauriente.
Post del 31.10.2007

lunedì 1 giugno 2020

ITALIAN HERITAGE MONTH - MOIS DU PATRIMOINE ITALIEN

Villa Charities launches an impressive roster of cultural ...

Statement by Minister Chagger on Italian Heritage Month

Statement      OTTAWA, June 1, 2020

Today marks the beginning of Italian Heritage Month in Canada, where we honour and celebrate the exceptional contributions of Canadians of Italian origin in shaping our society.
Canada is home to more than 1.5 million Canadians of Italian descent, which makes it one of the largest Italian diasporas in the world. Italian Heritage Month is the perfect time to recognize and showcase the rich culture and heritage of Italian Canadians, as well as their ongoing contributions to building a stronger, vibrant and more inclusive Canada.
I would like to remind everyone of the importance of cherishing our openness and our differences, especially in these uncertain times caused by the COVID-19 pandemic.
As Minister of Diversity and Inclusion and Youth, and on behalf of Prime Minister Justin Trudeau and the Government of Canada, I invite all Canadians to learn more about the long history and achievements of Italian Canadians. I wish you all a happy Italian Heritage Month.

Contacts     Danielle Keenan -Director of Communications
Office of the Minister of Diversity and Inclusion and Youth 819-934-1132


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Déclaration de la ministre Chagger à l’occasion du Mois du patrimoine italien

C’est aujourd’hui que commence le Mois du patrimoine italien au Canada, au cours duquel nous honorons et célébrons l’apport exceptionnel des Canadiens et Canadiennes d’origine italienne au façonnement de notre société.
On retrouve au Canada plus de 1,5 million de Canadiens et Canadiennes d’origine italienne, soit l’une des plus grandes diasporas italiennes au monde. Le Mois du patrimoine italien est le moment tout désigné de reconnaître et de mettre en valeur la richesse de la culture et du patrimoine de la communauté italo-canadienne, ainsi que sa contribution à faire du Canada un pays plus fort, dynamique et inclusif.
Je souhaite rappeler à tous l’importance de chérir notre ouverture d’esprit et nos différences, particulièrement en ces temps d’incertitude attribuables à la pandémie de la #COVID-19.
À titre de ministre de la Diversité et de l’Inclusion et de la Jeunesse, et au nom du premier ministre Justin Trudeau et du gouvernement du Canada, j’invite l’ensemble des Canadiens à en apprendre plus au sujet de la longue histoire et des réalisations de leurs concitoyens d’origine italienne. Je vous souhaite à tous un très joyeux Mois du patrimoine italien.

Personnes-ressources

Danielle Keenan
Directrice des communications
Cabinet de la ministre de la Diversité et de l’Inclusion et de la Jeunesse
819-934-1132

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giovedì 7 maggio 2020

TEX WILLER IN CANADA

   412/414] Yukon Selvaggio - Le Storie dal 401 al 500 - TWF - Tex ...Winnipeg! - Sergio Bonelli   203/207] I Ribelli Del Canada - Le Storie dal 201 al 300 - TWF ...544/545] Intrigo Nel Klondike - Le Storie dal 501 al 600 - TWF ...   

Il più popolare e il più longevo tra i fumetti italiani è senza alcun dubbio TEX WILLER nato nel lontano 1948 dalla penna di Gianluigi Bonelli e disegnato da Aurelio Galleppini.
Egli cavalca il suo fedele Dinamite portando sempre con sè le sue infallibili Colt - accompagnato spesso da suo figlio Kit, dal ranger Carson e dal taciturno indiano Tiger Jack - per tutto l'Ovest americano là dove la sua presenza è necessaria per raddrizzare torti, punire malfattori e proteggere i deboli dai soprusi.
Non disdegna comunque di andare oltre i confini dello Stato a stelle e strisce per raggiungere i grandi paesaggi del Nord - Ovest del Canada caratterizzati da sterminate foreste entro cui le insidie sono sempre in agguato. E' in questo ambiente (mai visitato dagli autori) che vengono magistralmente descritti 2 personaggi per molto tempo presenti nell'immaginario collettivo europeo filtrato dalla letteratura d'avventura e dal cinema.
Giubbe Rosse - Sergio Bonelli

Dapprima il sergente delle Giubbe Rosse - la celebre polizia a cavallo - JIM BRANDON (arriverà in seguito, grazie alle sue non comuni capacità, fino al grado di colonnello): è un soldato tutto d'un pezzo, ligio al suo dovere, abile nell'uso delle armi, egli diventa subito amico del nostro eroe e lo chiamerà spesso per aiutarlo a risolvere situazioni intricate e pericolose, anche se non sempre ne accetta le maniere sbrigative.
VIAGGIO nella VETUSTA MEMORIA racchiusa nel dimenticatoio della ...
Successivamente Tex si imbatte nel trappeur GROS JEAN; si tratta di un omone forzuto - in una delle prime tavole in cui appare fa crollare un saloon rimanendo sommerso dalle macerie - che diventerà un compagno leale e generoso cui Tex si affezionerà subito. Talvolta è al centro di situazioni comiche e il suo linguaggio è spesso infarcito di esclamazioni in francese tra cui la più frequente è "mille tonnerres": è un vero spasso ma attenzione a non contrariarlo!
Post del 23.03.2007

venerdì 20 marzo 2020

VISITARE IL SASKATCHEWAN


A nord di SASKATOON, le radure ed i sentieri del  WANUSKEWIN Heritage Park testimoniano in modo eloquente i rigori della vita quotidiana autoctona.
Molti dei bisonti che un tempo popolavano numerosi queste pianure sono caduti nel precipizio OPAMIHAW (colui che vola). Gli archeologi hanno scoperto vestigia risalenti a più di 8000 anni fa: i luoghi abitativi, la disposizione dei teepee, i mucchi di carcasse di bisonte hanno reso più agevole capire i modo di vivere degli abitanti della regione prima dell’arrivo degli Europei. I talentuosi danzatori della troupe internazionale di Wanuskewin sapranno avvolgervi con le loro storie e la loro cultura eseguendo ritmate danza tradizionali tipiche delle pianure del nord.
A MAPLE GROVE, a est di Rosthern, incontrerete tracce di un periodo storico più recente, all’origine della produzione cerealicola del Canada e che ha reso famosa in tutto il mondo la provincia del Saskatchewan. Il sito storico FERME-DE-SEAGER-WHEELER porta il nome del celebre coltivatore che nel primo novecento vinse ben 5 volte di seguito il World Wheat Championship. La sua fattoria, restaurata per riprodurre l’aspetto del 1919, è oggi anche un centro di ricerca agricola con giardini e orti ed un rifugio per gli uccelli.
Dall’antica stazione ferroviaria Canadian National di ROSTHERN è stato ricavato lo Station Arts Centre, che comprende una galleria d’arte, una graziosa tea-room ed un teatro in cui le rappresentazioni estive si ispirano a temi propri delle grandi pianure.
      Louis Riel  


Tappa significativa è il sito storico di BATOCHE, per visitare i luoghi dove si sono svolte molte delle battaglie del 1885, espressione della frustrazione del popolo meticcio (i Métis) a seguito del sequestro delle loro terre. I capi della piccola comunità agricole di Batoche, Louis Riel e Gabriel Dumont, tentarono invano di far riconoscere i diritti del loro popolo.
La complessa storia di questi funesti eventi è ricordata dalla chiesa, dal presbiterio e dal cimitero del centro interpretativo della cittadina.
Nel Centro interpretativo regionale di DUCK LAKE troverete esposti interessanti manufatti degli autoctoni e dei Métis. Per immergervi ancor di più in queste due culture così strettamente legate fra loro, potreste fermarvi in loco, per esempio, al Jack Pine Stables, scegliendo di soggiornare in un autentico teepee, un’esperienza davvero speciale.
A Ovest della Route 11 sarà interessante visitare FORT CARLTON, una postazione restaurata che fu eretta nel 1810 dalla HUDSON’S BAY COMPANY come centro d’approvvigionamento lungo le vie del commercio delle pellicce. Seguirà una sosta nella cittadina di PRINCE ALBERT per visitare la DIEFENBACKER HOUSE, l’ultima residenza del tredicesimo Primo Ministro canadese John G. Diefenbacker, nonché il Centro di Arti Visive situato nel vecchio municipio costruito nel 1893, designato sito storico nazionale.
Puntate ora verso il PARCO NAZIONALE PRINCE ALBERT i cui 3.875 kmq. di boschi cedui, foresta boreale e laghi glaciali offrono riparo a cervi wapiti, caribù, orsi neri, lupi, bisonti, castori nonché ad una ricca fauna acquatica tra cui una specie rara, il Pellicano d’America.
All’interno del parco, nella zona urbana di WASKESIU potrete visitare costruzioni storiche e negozi davvero particolari oppure sfidare qualcuno nel lancio dei ferri di cavallo.
Soprattutto non mancate di rilassarvi su una delle 7 spiagge sabbiose fra le più belle della provincia. Qui si praticano numerosi sport fra cui canottaggio, kayak, barca e tavola a vela, sci nautico ed ovviamente il nuoto.


Prendetevi un po’ di tempo per andare a piedi o in canoa al BEAVER LODGE sulle rive del lago AJAWAAN, un tempo abitato da GREY OWL (avete visto il film con Pierce Brosnan?). E’ qui che Archie Belaney, anche chiamato WA-SHA-QUON-ASIN (colui che vola di notte), creò insieme alla compagna  Anahareo della Nazione 
Mohawk un santuario per i castori in pericolo a causa della caccia indiscriminata da lui stesso praticata fino ad allora. Si racconta che passasse più tempo con i suo castori Jellyroll e Rawhide che con lei!
Appena fuori dal parco, sempre nei dintorni di Waskesin, gli amanti del golf potranno godersi l’Elk Ridge Golf Corse, un eccezionale percorso da 27 buche.
Sulla via del ritorno si consiglia di percorrere la sinuosa Route 263 per continuare ad ammirare la stupenda natura incontaminata e la fauna selvaggia.

E’ un itinerario di straordinaria bellezza che in una settimana vi farà conoscere angoli affascinanti di questa poco conosciuta provincia delle pianure canadesi.
Post del 4.12.2007

martedì 17 marzo 2020

ST. PATRICK'S DAY

It's time to make St. Patrick's Day a national holiday - Macleans.ca          
Nel continente nordamericano lo hanno festeggiato la prima volta a Boston, Massachusetts nel lontano 1737: San Patrizio, il patrono degli Irlandesi, il cui simbolo è il verdissimo trifoglio.
Di lui la storia racconta che convertì al cattolicesimo i celti pagani, che compì miracoli, che sconfisse i serpenti, e che nel giorno della sua festa - 17 marzo, data della sua morte - si debba, e possa, bere whisky in abbondanza ‘annegando il trifoglio’ (in gaelico Pota Phadraig – vedi leggenda) dal Santo stesso scelto a proprio simbolo a ricordare la Santa Trinità.

Anche gli Irlandesi, come gli Italiani, sono arrivati a milioni negli Stati Uniti ed in Canada in vari periodi storici. E come per tutte le nazionalità che hanno popolato il Nordamerica le tradizioni permangono nel tempo, di generazione in generazione, e ciò che poi più colpisce e che ognuno partecipa alle tradizioni dell’altro.
Ricordo benissimo le splendide parate, tutti vestiti di verde, grandi e piccini, persino a scuola si usavano quel giorno solo carta e matite verdi, si ritagliavano trifogli di cartoncino per decorare l’aula e via così!
I festeggiamenti di quest'anno sono stati rinviati.

17/3/2010