venerdì 5 settembre 2008

ISOLA ARTICA


E’ successo! Lo scioglimento dei ghiacci circumartici, accelerato da inverni particolarmente miti, ha reso l'Artico un’isola completamente circumnavigabile. Gli esperti lo prevedevano per i prossimi anni ma ora arrivano le conferme dall’Università dell’Alberta e dall’Università tedesca di Brema che pochi giorni fa hanno assistito attraverso immagini satellitari al completo scioglimento dell’ultima lingua di ghiaccio che legava ancora l’Artico al continente asiatico attraverso il mare siberiano di Laptev. Dicono ora che il mitico passaggio a Nordovest e quello a Nordest siano completamente navigabili ed è possibile circumnavigare il Polo Nord, come non era mai successo dall’ultima era glaciale, almeno 125.000 anni fa.
Mentre non vedevano l’ora che ciò avvenisse le numerose compagnie marittime interessate a questa rotta (che permetterebbe di risparmiare 4.000 miglia marine dalla Germania al Giappone) la notizia preoccupa gli ambientalisti e dovrebbe metterci seriamente tutti in allarme. Man mano che il manto bianco dell’Artico diventa acqua, la scura superficie oceanica assorbe più calore, riscalda l’acqua e fa sciogliere altro ghiaccio…
Un’immediata conseguenza è quella dell’innalzamento degli oceani.
Qualche settimana fa è stato necessario evacuare i turisti dall’Auyuittuq National Park sull’Isola di Baffin in Nunavut per improvvisi allagamenti causati da ghiacciai in rapido scioglimento – ironia della sorte: Auyuittuq significa “territorio che non si scioglie mai”. Un gruppo di orsi polari è stato avvistato in Alaska mentre nuotava disperatamente nel tentativo di colmare le 400 miglia che lo separavano dall’ultimo lembo di ghiaccio della calotta. Nessuno dice se ci siano riusciti ...
La preoccupazione immediata quindi va alla fauna artica minacciata dal cambiamento dell’ecosistema, evento che influenzerà radicalmente la vita di coloro che vivono nel nord del nostro globo. Molti scienziati calcolano che a questa esponenziale velocità di scioglimento l’ Artico sarà permanentemente privo di ghiaccio entro il 2030 ed è difficile per noi farsi un’idea di cosa possa significare nel frattempo per l’esistenza degli altri continenti.
Ce lo diranno gli esperti (vedi Canadian Ice Service); che sarà una catastrofe è poco ma sicuro!

3 commenti:

noalgore ha detto...

L’orso polare a cui si scoglie il ghiaccio sotto ai piedi è un’icona algoriana di successo. Tutti oramai temono per le sorti degli Orsi polari. Quello che nessuno sa però è che gli Orsi polari sono fortemente aumentati, passando da 5.000 a 20.000 esemplari in pochi anni e non corrono assolutamente pericolo di estinzione, a fronte del 90% del ghiaccio artico tuttora presente. (fonte: intervista a Sterling Burnett, titolare degli studi su clima e ambiente al National Center for Policy Analysis di Dallas, rilasciata alla Stampa di Torino del 3 febbraio 2006 e riportata nel libro: Che tempo farà - Falsi allarmismi e menzogne sul clima; di Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari, Piemme 2008). Inoltre, il WWF ha finalmente parlato, e facendolo ha in pratica confermato che è stato il giornale Daily Mail ad inventarsi quasi tutta la storia degli orsi in affogamento. Gli orsi sono stati avvistati una volta e poi non piu’. Non c’e’ nessun tentativo di salvarli, anche perche’ hanno ottime probabilita’ di riuscire a cavarsela da soli, potendo nuotare senza problemi per oltre 320 chilometri. Insomma tutta questa storia altamente drammatica e’ stata una bufala giornalistica. Grazie per l'attenzione.
Ambientalismo di Razza

lamorachevola ha detto...

@NOALGORE (AMBIENTALISMO DI RAZZA): ammesso e non concesso che quanto affermi sia vero (non voglio andarmi a leggere a quest'ora i link che citi, ma lo farò quanto prima)... dicevo: ammesso che non ci sia motivo di allarmarsi per la sorte della "razza" dell'orso bianco, non credo ci sia neppure motivo di esultare per la morte di neppure una di queste bestie, specie se tale perdita avviene per motivi non naturali. Sarebbe come a dire che "dal momento che l'essere umano non è in via di estinzione, il fatto che ogni giorno muoiano centinaia di bambini denutriti non è un dramma... visto che ormai i bambini denutriti sono diventati tantissimi"!
Mi spiace... ma ci sono genitori, parenti, amici, conoscenti di queste centinaia di bambini, che ogni giorno soffrono per la perdita dei loro cari.
E a me fa male sapere che certi bambini non diventeranno adulti, così come soffro per la perdita di ogni singolo orso bianco.
Ti prego di rispettare i sentimenti di chi, come me, ama la natura, in ogni sua forma.
Grazie.

noalgore ha detto...

Non mi pare di aver esultato nè per la morte degli orsi nè per quella dei bambini. Purtroppo però c'è chi usa la teoria del riscaldamento globale per definire politiche di genocidio di stampo neo-malthusiano ed eugenetico. Che significa che qualcuno (non io) dice: "siccome è tutta colpa dell'uomo, e l'uomo è il cancro del pianeta, bisogna ridurre in ogni modo la potenzialità distruttrice dell'uomo". Da dove vengono queste teorie (compresa quella -non provata- del Riscaldamento Globale) ? Vediamo qualche esempio. Nel 1968 il Club di Roma di Aurelio Peccei raccolse intorno a sé una potente e internazionale lobby maltusiana, con l’intento di convincere l’umanità a sacrificare i propri figli sull’altare della divinità pagana Gaia, la dea Terra (o la sudamericana Pachamama, da cui paciamamismo). Il tema forte per spaventare la gente fu quello della “Bomba demografica”. La nascita dei bambini e delle bambine, soprattutto nei paesi sottosviluppati, fu indicato come una catastrofe peggiore di una esplosione termonucleare. Per decenni Peccei ed i suoi potenti amici hanno suggestionato e convinto la burocrazia delle Nazioni Unite a praticare politiche di riduzione e selezione delle nascite, hanno chiesto la disintegrazione del matrimonio e dei nuclei familiari, hanno sostenuto la diffusione massiccia di legislazioni e tecniche per aborti e sterilizzazioni, hanno promosso campagne per la legalizzazione dell’eutanasia. Il tutto giustificato dalla minaccia che il Pianeta non avrebbe resistito alla crescita della popolazione e ai consumi delle risorse. Grazie all’aiuto del WWF Italia, di cui fu Presidente del Comitato d’Onore, Peccei disegnò scenari catastrofici e diffuse una ideologia nichilista e antiumana. Fu lui a coniare il termine “uomo cancro del pianeta” e per questo venne spesso indicato come “profeta di sventure”. Nel suo libro “Cento pagine per l’avvenire” Peccei ha scritto dell’umanità che “Si tratta di una proliferazione esponenziale che non si può definire che cancerosa….” e in un intervista a la Repubblica del 31 dicembre 1980, il fondatore del Club di Roma sentenzia “Gli uomini continuano a vivere sul pianeta come i vermi sulla carogna: divorandola. Sanno che alla fine moriranno, ma continuano a divorarla.” Senza pudore, nel report “The First Global Revolution” del 1991 il club di Roma racconta: “Cercando un nuovo nemico contro cui unirci, pensammo che l’inquinamento, la minaccia dell’effetto serra, della scarsità d’acqua, delle carestie potessero bastare… Ma nel definirli i nostri nemici cademmo nella trappola di scambiare i sintomi per il male. Sono tutti pericoli causati dall’intervento umano… Il vero nemico, allora, è l’umanità stessa”.