domenica 19 febbraio 2017

19 FEBBRAIO 2007 - 19 FEBBRAIO 2017



FELICE DECIMO ANNIVERSARIO A TUTTI I LETTORI DEL NOSTRO BLOG

HAPPY TENTH ANNIVERSARY TO ALL THE READERS OF OUR BLOG

GRIZZLY BEAR CON FEUILLE D'ERABLE E BLUE WHALE

venerdì 17 febbraio 2017

KANAKAS - CANUCKS




I Kanakas erano abitanti delle isole dell'Oceano Pacifico impiegati per lavorare in condizioni di semischiavitù in varie colonie dell'Impero britannico, come ad esempio le Figi, il Queensland e British Columbia ma anche in California, nel periodo fra il XIX secolo ed il XX secolo.

In Canada, molti Kanaka si sposarono con ragazze delle First Nations, e i loro discendenti  sono tuttora presenti soprattutto in British Columbia. I Kanaka canadesi erano tutti hawaiiani arruolati dalla Hudson’s Bay Company ma arrivati in Canada anche come mozzi oppure dal nord della California.

Il termine kanaka non è mai stato considerato offensivo e sostanzialmente ha sempre connotato solamente l’etnicità hawaiiana.

I Kanaka erano presenti nelle prime esplorazione del territori del nordovest, tra i vari insediamenti delle First Nations e nei gruppi dei cacciatori di pelli.

Kanaka Creek in British Columbia, tuttora esistente, era già una comunità hawaiiana-first nations nel 1830.

 

mercoledì 15 febbraio 2017

STIKINE RIVER PROVINCIAL PARK


Sono straordinari anche i numerosi parchi provinciali e aree protette del Canada oltre ad una quarantina di Parchi Nazionali di cui

Lo STIKINE RIVER PROVINCIAL PARK è uno dei fiori all’occhiello del sistema di tutela del territorio della provincia del British Columbia. Il selvaggio Stikine River scorre in un bacino subalpino conosciuto come Sacred Headwaters (sorgenti sacre/Prime Nazioni Tahltan), nel nord della Provincia, formato da 3 fiumi (Stikine, Nass, Skeena) popolati con abbondanza da salmoni selvaggi. Le rocce tutto attorno sono frequentate da un gran numero di capre di montagna e le foreste sono il regno di orsi, caribù, alci, coyote e lupi ed un’infinità di uccelli.
 

Non bisogna però dimenticare che il territorio è irto di insidie con pareti rocciose (il Grand Canyon lungo 80 chilometri) geologicamente composte da rocce sedimentarie e vulcaniche, scavate nei secoli dalle acque del selvaggio fiume, che scorre a volte in una forra alta 300 metri e larga tra i 200 metri fino ad appena 2 metri, là dove confluiscono lo Stikine ed il Tanzilla.
Quindi è senz’altro riservato ai più preparati tra gli avventurosi escursionisti che frequentano questi ambienti  selvaggi. Si consiglia vivamente di inoltrarsi nel Parco accompagnati da guide conoscitrici del territorio e dotate delle necessarie autorizzazioni,  spostandosi con cavalli da soma con materiale  e attrezzature adeguate: i grizzly sono numerosi e poco ospitali, le pareti rocciose instabili e le acque del fiume turbolente e imprevedibili.

Cosa fare nel Parco, oltre a lasciarsi conquistare dal selvaggio panorama mentre ci si inoltre nella wilderness?
Il Parco è un paradiso per gli amanti della canoa e del kajak (solo la parte superiore del fiume è navigabile), per chi pratica la caccia, la pesca e l’equitazione.

Per saperne di più:

lunedì 13 febbraio 2017

GRATTACIELI

Vista aerea della città di Vancouver

La vastissima natura incontaminata del Canada deve pur ospitare i suoi abitanti in moderne città, funzionali, pulite, ricche di opportunità professionali fonte di guadagno, adatte ad ogni ceto sociale residente,  attraenti ed interessanti (musei, teatri, etc.) per il visitatore: ed ecco Toronto, Montréal, Ottawa,  Calgary, Vancouver, e poche altre.
Lo sviluppo edilizio dei centri urbani ha visto innalzarsi palazzi raffinati, altissimi e stravaganti nelle forme audaci. Ecco le foto di alcune costruzioni (centri uffici misti o aziendali, condos/appartamenti in affitto o di proprietà, nonchè hotel di lusso e appartamenti residenziali magari nello stesso skyscraper) che colpiscono lo sguardo ed affascinano per la loro arditezza: ampissime vetrate, avvolgenti lunghissime balconate, interni eleganti e raffinati, ogni comfort immaginabile.

 THE BOW, CALGARY

                   TRUMP INTERNATIONAL, VANCOUVER

L’AVENUE, MONTREAL

ONE BLOOR, TORONTO

 One London Place, London, Ontario

ONE WALL CENTRE,VCR

NEXXEN BUILDING CALGARY

201 Portage Ave, Winnipeg, Manitoba



           
             ABSOLUTE TOWERS, MISSISSAUGA, ONTARIO

Private Residences at Hotel Georgia,  Vancouver


domenica 12 febbraio 2017

ERIK GUAY : LA TRADIZIONE DEI CAMPIONI DI SCI ALPINO CONTINUA


 
Gli sciatori  canadesi sono stati a lungo soprannominati Crazy Canucks  per il loro spericolato coraggio soprattutto nella discesa libera.

Quest’anno ai campionati mondiali di sci alpino che si stanno disputando nella meravigliosa località di St. Moritz, un atleta canadese di altri tempi si sta comportando straordinariamente.

Infatti, Erik Guay, classe 1981, ha già vinto la medaglio d’oro nel supergigante e quella d’argento nella discesa libera maschile (8 e 12 febbraio 2017)

Guay sorprende per la sua capacità competitiva ad una età solitamente da ritiro agonistico e alla luce di spettacolari e paurosi incidenti che hanno funestato la sua carriera.

Kudos per uno sciatore così resiliente e così temprato.

 
Ecco anche una sua biografia minima :

Erik Guay è nato a Montrèal il 5 agosto 1981. Ha esordito in Coppa del Mondo il 10 dicembre 2000 nello slalom gigante di Val d’Isère, Francia  e ha conquistato il suo primo podio nella libera di Lake Louise, Alberta il 29 novembre 2003.


L'11 marzo 2010 si è aggiudicato la Coppa del Mondo di supergigante 2009-2010 vincendo l'ultima gara disputata a Garmisch-Partenkirchen, sopravanzando il leader provvisorio della classifica, l'austriaco Michael Walchhofer. Guay diviene quindi il secondo canadese ad aggiudicarsi una Coppa di specialità maschile a 28 anni di distanza dal successo di Steve Podborski in discesa libera.

Il 12 febbraio 2011 si è laureato campione del mondo di discesa libera nella rassegna iridata di Garmisch-Partenkirchen; ai XXII Giochi olimpici invernali di Soči 2014 si è classificato 10° nella discesa libera e non ha concluso il supergigante.

 

 

venerdì 10 febbraio 2017

CIRQUE DU SOLEIL a ROMA


ROMA
30 APRILE - 28 MAGGIO


Il Cirque du Soleil  torna a Roma dopo oltre dieci anni con il suo Grand Chapiteau, il celebre tendone a strisce colorate che sarà allestito a Viale Tor Di Quinto, e con uno spettacolo, in anteprima nazionale, dedicato alle donne, scritto e diretto dalla regista vincitrice del Tony Award, Diane Paulus
La produzione è la 33esima produzione del Cirque du Soleil e vuole essere una celebrazione dell’amore e un omaggio al mondo delle donne, con un cast di 46 artisti: Amaluna, il titolo dello show, è il nome dell’isola misteriosa che ospita la storia, una fusione tra le parole ama, che in molte lingue ha un diretto riferimento alla madre, e luna, simbolo di femminilità, che evoca il rapporto tra madre e figlia, ma anche l’idea di una dea protettrice del pianeta. La trama dello spettacolo, liberamente ispirato a La Tempesta di Shakespeare, racconta la storia d’amore, che verrà messa a dura prova, tra la figlia della regina Prospera e un giovane corteggiatore approdato sull’isola in seguito ad un naufragio. In un mondo abitato da sirene e governato dai cicli della luna, gli artisti incanteranno il pubblico con magiche e giocose torsioni e rotazioni ad alta velocità, tra cinghie aeree acrobatiche, parallele asimmetriche e globi d’acqua. Per la prima volta nella storia del Cirque du Soleil, il cast di Amaluna sarà composto per la maggioranza da interpreti femminili, e sarà accompagnato sul palco da una band di sole donne. 

CIRQUE DU SOLEIL
Fondato nel 1984 da un ex-mangiatore di fuoco allora ventitreenne Guy Laliberté a Montreal, dove nella zona del porto è tuttora basata la sede mondiale della compagnia in un enorme tendone colorato, ha circa 3800 dipendenti, che animano attualmente 8 spettacoli in tournée con tendoni in tutto il mondo, e altri 9 spettacoli stabili, ognuno con differenti tematiche a Montreal, a Las Vegas (6 spettacoli), a New York, a Orlando e a Macao. 
Fonte: www.ticketone.com


lunedì 6 febbraio 2017

ITALIAN DESIGN DAY

ITALIAN DESIGN DAY

2 marzo 2017 

Giornata Mondiale del Design Italiano

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale  promuove per il 2 Marzo 2017 una giornata dedicata al Design Italiano, organizzando 100 eventi in 100 città in tutto il mondo.

Per la Giornata del design italiano nel mondo Verranno selezionate dal MAECI alcune  aziende che possiedono degli oggetti divenuti di culto e “icone del design mondiale” o che hanno già avuto riconoscimenti prestigiosi, come il Compasso d’Oro, per inviare un proprio “Ambasciatore del design”, in una delle città identificate nel concept sull’Italian Design Day - predisposto da Andrea Cancellato, Direttore Generale della Triennale di Milano - che possa testimoniare l’importanza del design per la propria azienda nei settori produttivi di riferimento  (arredo, il complemento, l’illuminazione, il trasporto, in generale, e l’automotive, in particolare, lo sport, il food, l’accessorio, ecc.). Fonte: sito Ministero degli Affari Esteri

Il Centre de design de l'UQAM, in collaborazione con il Centro Culturale Chiasso e l’Istituto Italiano di Cultura di Montréal, in occasione della Giornata del Design Italiano nel Mondo (2 MARZO 2017), presentano
HEINZ WAIBL. THE CREATIVE JOURNEY dal 23 febbraio al 9 aprile 2017
La mostra si concentra sul percorso creativo e professionale di Heinz Waibl, grande figura grafica della "scuola milanese" degli anni 1950-1960, mettendo in evidenza il suo duplice percorso tra l'Europa e gli Stati Uniti (con una parentesi in Sud Africa). Tra i progetti più noti possiamo citare quelli per la Rai, la RinascenteAtkinsons, Olivetti, Pirelli, Flos - ma anche la cooperazione con Unimark International di Chicago e Johannesburg alla fine del 1960, con cui creerà il marchio per JCPenney e American Airlines (con Massimo Vignelli). Waibl non è l'unico italiano a tentare la fortuna in America - Massimo Vignelli, Giulio Cittato e Ottinetti Piero passeranno anche attraverso Chicago in quel momento, ma nel 1971 Waibl decide di tornare in Italia, dove metterà a frutto l'esperienza acquisita nel settore emergente della corporate identity. La mostra presenta più di 350 manufatti realizzati da Waibl - manifesti, bozzetti, studi di logo, brochure, pubblicazioni, pubblicità, oggetti, confezionamento - così come la sua corrispondenza con Max Bill, Max Huber e Georges Vantongerloo. Una sezione fotografica presenta una selezione di progetti americani che va da Cittato a Ottinetti. Una sezione fotografica offre al pubblico una panoramica della vita di Waibl nella Milano del 1950. Saranno anche esposti i progetti di Max Huber dedicati al suo amico e allievo Waibl.

mercoledì 1 febbraio 2017

A VOLTE RITORNANO

Torno a scrivere di Canada dopo un anno sabbatico, e in concomitanza con l'avvicinarsi del decimo anniversario della nostra avventura.
Giornata grigia a Milano con l'acquerugiola che finalmente allontana un po' l'inquinamento ormai cronico.
La stura al ritorno sgorga da un articolo di una giornalista canadese che affronta a modo suo il multiculturalismo partendo dal presupposto che è nato in Canada, e che gli altri devono copiarlo.
Strano approccio di questa persona che loda l'aver girato l'Italia con la bandierina canadese sullo zaino, probabilmente per non essere scambiata per americana, ma allora dov'è la differenza?  Io non appiccico bandiere per essere identificato.
E che cosa significa sentirsi fuori posto perché in Canada se ne vedono di tutti i colori mentre da noi in Italia sono tutti uguali?
Se poi vogliamo davvero mettere i puntini al loro posto, il multiculturalismo esisteva già al tempo delle diverse First Nation, e quindi Trudeau ha applicato quanto già noto solo dagli anni settanta, sempre con il Canada apparentemente apertissimo ma soltanto alle lingue ufficiali soprattutto inglese e francese e non sempre.
Quindi quando si argomenta di multiculturalismo occorre cautela.
Il modello canadese certamente funziona ma non secondo un criterio anarchico di crescita individuale ma con l'adattamento a un pre-esistente.
 Ad esempio, gli italiani emigrati in Canada continueranno a mantenere le proprie tradizioni ma a poco a poco diventerà sempre più difficile farlo sia per il disinteresse da parte italiana sia per l'attrazione logica del Paese in cui sono nati i figli e i nipoti e il processo di acculturazione lascerà il posto all'integrazione e al lento processo di adeguamento al sistema canadese, ancor oggi basato su filosofie di lontana origine francese e inglese e dove il passaporto blu reca tuttora la fedeltà alla regina d'Inghilterra.
Gli esempi degli Inuit, Hutteriti, Mennoniti, e dei gruppi che non hanno aderito alla cultura predominante dimostrano quanto sia difficile resistere al sistema oppure vivere in continuo antagonismo ad esso.

lunedì 30 gennaio 2017

150 ANNI = 150 COSE DA FARE IN MANITOBA

Il numero 150 sarà il protagonista incontrastato per tutto questo 2017, anno che segna il 150esimo compleanno del Canada. Sarà "scontro" aperto fra chi vorrà inventarsi un modo particolare ed esclusivo di festeggiare questo importante traguardo in un'epoca storica universale piena di incertezze sociali ed economiche e la cui eco si riverbera su una giovane nazione tuttora in divenire.
Ed ecco il  Manitoba elencare ben 150 cose da fare nella provincia, suggerendo di lasciarsi coinvolgere in qualcosa di nuovo, di mai fatto prima,  degno di segnare un così importante traguardo

http://www.manitobahot.com/2016/12/150-things-to-do-in-mb-in-2017/#/gallery/popular

Tra le idee più simpatiche ecco che potresti:
 
 

Non vanno ovviamente dimenticate le ben note attrazioni turistiche del Manitoba: orsi bianchi, beluga, aurore boreali, etc. 
Vedi nostro post:

http://turismoincanada.blogspot.it/2009/10/lorso-polare.html
http://turismoincanada.blogspot.it/2011/10/its-manitoba-time.html
http://turismoincanada.blogspot.it/2015/02/the-mennonite-heritage-village-of.html
http://turismoincanada.blogspot.it/2012/03/alla-ricerca-di-pace-e-liberta-gli.html
http://turismoincanada.blogspot.it/2015/07/un-gabbiano-speciale.html
http://turismoincanada.blogspot.it/2015/11/centro-longitudinale-del-canada.html
http://turismoincanada.blogspot.it/2008/04/i-serpenti-di-narcisse-manitoba.html
http://turismoincanada.blogspot.it/2008/06/yoga-e-canoa-in-manitoba.html
http://turismoincanada.blogspot.it/2012/03/churchill-manitoba-il-regno-degli-orsi.html
http://turismoincanada.blogspot.it/2013/11/gli-orsi-polari-di-churchill.html
http://turismoincanada.blogspot.it/2014/06/komarnomanitoba.html
http://turismoincanada.blogspot.it/2014/10/straordinari-ritrovamenti-the-forks.html
http://turismoincanada.blogspot.it/2015/02/orsi-polari-belughe-volpigufi-e-lepri.html
http://turismoincanada.blogspot.it/2009/10/delizie-culinarie-del-manitoba.html
http://turismoincanada.blogspot.it/2009/07/nunalla.html
http://turismoincanada.blogspot.it/2008/04/il-riso-nero-selvatico-del-canada.html

giovedì 26 gennaio 2017

GUINNESS DI GHIACCIO






OTTAWA, CANALE RIDEAU, LA PIU’ GRANDE PISTA DI PATTINAGGIO AL MONDO!
LUNGA 7,8 CHILOMETRI, UNA SUPERFICIE DI 165,621 mq ED UNA MEDIA GIORNALIERA DI 19,000 PATTINATORI, DA GENNAIO A MARZO.
IL PERCORSO E’ COSTELLATO DI SPOGLIATOI RISCALDATI E PUNTI DI RISTORO DOVE GUSTARE UNA CIOCCOLATA CALDA, UNA TAZZA DI BRODO FUMANTE O  ALTRE CORROBORANTI LECCORNIE LOCALI. 

Saviez-vous qu’Ottawa est où vous trouverez la plus grande patinoire au monde, désignée par les records mondiaux de Guinness? C’est vrai! Chaque année, d’environ janvier à la fin février ou jusqu’au début de mars, le pittoresque canal Rideau – le seul site du patrimoine mondial de l’UNESCO en Ontario – gêle et voit des milliers et des milliers de visiteurs pour les plaisirs de l’hiver.
Les gens viennent de partout dans le monde pour patiner le long des 7,8 kilomètres de la patinoire du canal Rideau, qui s’étendent du coeur du centre-ville d’Ottawa jusqu’au lac Dow, sa plus grande surface. Selon la Commission de la capitale nationale (CCN), la patinoire accueille une moyenne quotidienne de 19 000 visiteurs pendant les mois d’hiver. Donc, si vous venez à Ottawa au cours de la saison d’hiver, ceci est quelque chose que vous ne voulez pas manquer! L’accès à la patinoire est GRATUIT.
Vous pouvez apporter vos propres patins ou louer une paire à l’entrée du centre-ville et à l’entrée Fifth Avenue de la patinoire. Patinez et voyez jusqu’où vous pouvez aller! Selon la CCN, la surface de patinage de la patinoire est de 165,621 mètres carrés, ce qui est plus grand que 105 patinoires de la Ligue nationale de hockey ou que 90 patinoires de hockey olympique.
 
Mais ne vous inquiétez pas; vous ne serez pas laissés dans la sauvage nature canadienne pendant que vous patinez. Tout au long du chemin, vous trouverez des snack-bars offrant de la soupe chaude, du chocolat chaud et autres choses pour vous garder confortable et bien au chaud. Il y a aussi des vestiaires chauffés, où vous pouvez mettre vos patins ou tout simplement, vous réchauffer un peu. Et pendant que vous êtes sur la patinoire fameuse, assurez-vous d’essayer une queue de castor! Cette pâtisserie frite, au sucre et à la cannelle, en forme d’une queue de castor a été inventée à Ottawa en 1978. Il n’y a rien de plus canadien que d’avoir une queue de castor en patin sur la patinoire du canal Rideau en hiver!
Vous voulez savoir comment c’est d’être sur la patinoire? Regardez cette vidéo. Juste assurez-vous de vérifier l’état de la glace avant de partir.

Faits saillants

·                                 La patinoire du canal Rideau est entretenue et gérée par la Commission de la capitale nationale (CCN) et est ouvert aux patineurs quotidiennement (si les conditions météorologiques le permettent). L’accès est gratuit – cependant des dons pour l’entretien de la patinoire peuvent être faits dans des boîtes à divers point d’accès.
·                                 Lors des nuits froides, les travailleurs percent des trous dans la glace du canal et pompent l’eau sur la surface afin de l’inonder. Il y a même une surfaceuse de glace spéciale qui lisse la surface de la patinoire!
·                                 Des vestiaires pour se changer et des petits restaurants se trouvent tout au long du canal.
·                                 Si vous n’avez pas de patins, vous pouvez en louer sur place. Vous pouvez également louer des traîneaux et poussez ceux qui ne peuvent patiner d’eux-mêmes.
·                                 Des milliers de patineurs défilent sur la patinoire du canal Rideau lors des belles journées d’hiver. Selon la Commission de la capitale nationale (CCN), 900 000 personnes visitent la patinoire à chaque année.
·                                 Durant les trois premières semaines de février, le canal est le point central de Bal de Neige, le festival hivernal de la capitale.

·                              Plusieurs habitants d’Ottawa demeurant près du canal peuvent patiner jusqu’à l’école ou jusqu’au travail l’hiver. 

lunedì 23 gennaio 2017

LUCIANO PRADAL



Dell’amico Luciano Pradal di Ottawa abbiamo parlato innumerevoli volte, per aver contribuito spesso a fornirci spunti per il nostro blog, per i suoi meriti professionali, per le sue passioni, per il suo amore per l'Italia, per il suo amore per il Canada…

e potremmo continuare così elencando molti altri post. Al lettore basterà digitare ‘Luciano Pradal’ qui in alto a sinistra, et voilà!

Oggi vi segnalo un simpatico e commovente filmato-intervista della RAI a Luciano, andato in onda pochi giorni fa su RAI ITALIA. Vi piacerà!



sabato 21 gennaio 2017

SUM 41 in Italia

Con un nuovo tour e un attesissimo album i SUM 41 (Ajax-Ontario 1996)  arrivano in Italia per 3 appuntamenti dal vivo 
Le date:
28 gennaio Padova, Gran Teatro Geox
29 gennaio Assago (Mi), Mediolanum Forum
31 gennaio Roma, Atlantico Live
Tematiche delle canzoni
I Sum 41 nel corso degli anni hanno spaziato da canzoni ad alto contenuto sociale a canzoni "spensierate", canzoni politiche seguite o precedute da altre irriverenti senza soluzione di continuità. Se da un lato, specialmente nei primi album, le tracce esprimono serenità e voglia di divertirsi (Summer, presente nei primi due dischi, Heart Attack in All Killer No Killer , No Brains in Does This Look Infected?), negli album successivi sviluppano un impegno sociale maggiore, criticando la moderna società nei suoi aspetti più contraddittori. Insieme ad un atteggiamento alti-bellico  e di condanna dell'azione di George W. Bush, come espresso in Still Waiting  (incentrato sulla guerra in Afghamistan) We're All to BlameMoron e March of the Dogs, altri brani trattano i temi più differenti. Così The Hell Song affronta (implicitamente) il problema dell'AIDSMy Direction il numero impressionante di suicidi giovanili nel Nord America, All Messed Up (questi ultimi tre brani sono tratti da Does This Look Infected?) le droghe, il DVD Rocked: Sum 41 in Congo le tante guerre dimenticate in AfricaPieces (Chuck) e Walking Disaster  (Underclass Hero), infine, trattano della solitudine nel mondo moderno e il rapporto conflittuale con la famiglia.