mercoledì 3 febbraio 2016

GYNAEPHORA GROENLANDICA, la specie di farfalla più longeva al mondo


Da come la vediamo SOPRA, la GYNAEPHORA GROENLANDICA, potrebbe impiegarci fino a 14 anni per diventare l'elegantissima falena dell'immagine qui SOTTO.




Il bruco villoso della Gynaephora groenlandica è il più longevo lepidottero conosciuto. Il suo secondo nome lo identifica subito come un abitante delle zone fredde della tundra e oltre il Circolo Polare Artico (vedi diffusione in Canada), dove le temperature possono raggiungere i -60° e non è certo vita facile per gli insetti. Questo bruco si protegge utilizzando alcune astuzie, sfruttando al meglio tempi e risorse disponibili. Durante la brevissima estate artica non fa altro che mangiare, divorando voracemente ogni più piccolo lembo vegetale che trova. Con l'arrivo del freddo, rallenta la sua attività fino ad ibernarsi completamente mentre le temperature precipitano. Diciamo che vive a rate... l'estate successiva infatti si 'scongelerà' per approfittare ancora della brevissima stagione calda per mangiare ed 'ingrassare' sempre più, trascorrendo così quasi il 95% del tempo della propria vita in ibernazione e il restante 5% nutrendosi nella tundra artica nel mese di giugno. E con questo sistema può arrivare a vivere da bruco fino a 14 anni! Un bel giorno sarà pronto a tessere un bianco bozzolo protettivo e trasformarsi in una bellissima falena.


Da un recente studio dell'Università di Calgary http://pubs.aina.ucalgary.ca/arctic/Arctic66-4-429.pdf

  FIG. 1                 FIG. 2

FIG. 1. Distribution map of G. groenlandica and G. rossii in North America and Greenland, based on Wolff (1964), Ferguson (1978), Mølgaard and Morewood (1996), Pohl et al. (2010), and specimens examined in this study. Yukon sites for G. groenlandica beringiana are indicated with a red star.

FIG. 2. Larvae of Gynaephora groenlandica beringiana found in SW Yukon, in Silver Creek in summer 2010 (A, C) and in the Ruby Range in summer 2012 (B, D, F), and typical alpine habitat in Silver Creek (E). Early (A, B) and middle instars (C, D, F) of G. groenlandica show long hairs (and the lack of grey plumose hairs). Early instars show the distinctive pattern of two tufts of black and two tufts of yellow on the back, as well as a black tuft at the tail end that is preserved in later instars (indicated by arrows in B and D), typical of the species. Many larvae in Silver Creek were found on Oxytropis arctica var. murrayii, a disjunct population of an otherwise Arctic endemic plant (C: freshly moulted larva, as shown by the colour pattern). In the Ruby Range, most larvae occurred in the dry tundra-boulder field ecotone (F).


lunedì 1 febbraio 2016

TORONTO







http://www.nytimes.com/2016/01/10/travel/faq-52-places-to-go-in-2016.html?_r=0
  
La città di TORONTO è settima nella classifica del New York Times "52 PLACES TO GO IN 2016": ritiene infatti ...che la più grande metropoli del Canada stia uscendo dall’ombra di Montréal e Vancouver e si stia avviando a diventare una destinazione di primo piano in Canada.
TORONTO
e provincia dell’Ontario
https://www.ontariotravel.net/en/home

SimcoeWavedeck2.jpg
Toronto - ON - Toronto Music Garden.jpg
L’anno scorso sul lago Ontario è stato riaperto il QUEENS QUAY, come parte di un progetto di rivitalizzazione urbana del Nord America. Sono nati percorsi ciclabili e pedonali e nuovi tram collegano gli spazi verdi e le passeggiate che si preparano a ospitare opere di arte pubblica. http://www.harbourfrontcentre.com/construction/

THE JUNCTION, un’ex-area industriale (West Toronto Diamond dove si incrociano 4 linee ferroviarie), è emerso come il quartiere più alla moda di Toronto grazie ai suoi bar con musica dal vivo e ai caffè. E la città sta diventando sempre più facile da visitare: un treno porta i viaggiatori dall’aeroporto al centro in 25 minuti.
http://www.junctionra.ca/our-history/

giovedì 28 gennaio 2016

L'EMIGRAZIONE NELLA CANZONE ITALIANA



L'autore dello studio sull'emigrazione nella canzone italiana, Eugenio Marino, ha presentato il suo libro durante un tour tra Stati Uniti e Canada (Filadelfia, New York, Boston, Montréal, Ottawa, Toronto, Vancouver, Los Angeles) lo scorso mese di giugno.


Il libro di Eugenio Marino (Cosmo Iannone Editore, 2014) ha il merito particolare di far dialogare e tenere assieme contenitori spazio-temporali che purtroppo raramente tendono a parlarsi: il mondo della canzone popolare e folclorica, il mondo dell'emigrazione e della cultura italiana all'estero e il mondo della canzone italiana contemporanea. In modo piacevole e con tante scoperte e curiosità.
parole di Fabio Veneri in un interessante recensione.




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martedì 26 gennaio 2016

ALBERGO FUORI DALL'ORDINARIO, Terza Puntata

Ti sei divertito ad immaginarti nelle foreste selvagge a dormire in una jurta, un teepee o appeso ad un albero, in un igloo o al più chic hotel de glace?

http://www.turismoincanada.blogspot.it/2016/01/albergo-fuori-dallordinario-seconda.html

http://www.turismoincanada.blogspot.it/2016/01/albergo-fuori-dallordinario-seconda.html

Ebbene, ecco altre curiose alternative abitative per la tua vacanza in Canada

A VANCOUVER... nell'ACQUARIO?
E perchè non una notte passata coi bambini al VANCOUVER AQUARIUM; dopo un'ampia visita informativa ed incontri ravvicinati, sdraiarsi a riposare comodamente su materassi e sacchi a pelo stesi davanti alle gigantesche ed avvolgenti vasche ad osservare orche  e foche e pesci tipici della costa del Pacifico. L'Acquario, nel meraviglioso parco cittadino STANLEY PARK, è aperto 365 giorni all'anno.
http://www.vanaqua.org/


oppure a OTTAWA... IN GALERA?!?
Perchè no, se si tratta di "andare dietro le sbarre" dello storico carcere di Ottawa (chiuso nel 1972), ristrutturato, ammodernato e trasformato in un ostello con aree comuni e diverse sistemazioni. Per giovani (e giovani in spirito) che possono scegliere tra dormire nel dormitorio, oppure in 'celle' private o nell'appartamento del Direttore della prigione. Colazione e visite guidate dell'intera struttura sono inclusi e non mancano storie truci e fantomatiche presenze...


                                   http://www.hihostels.ca/Ontario/1166/HI-Ottawa-Jail.hostel#panel1-8
http://www.hihostels.ca/                      

venerdì 22 gennaio 2016

EVANGELINE di H. W. Longfellow

La storia della immane tragedia sociale quale è stata la deportazione degli Acadiani è assai interessante ed esposta in modo conciso in un post precedente


Evangeline, Un racconto dell'Acadia è un componimento in esametri  di carattere epico scritto dal poeta statunitense Henry Wadsworth Longfellow nel 1847 che ebbe grande successo di lettori. Il personaggio di Evangeline Bellefontaine è simbolo di perseveranza e speranza per gli Acadiani. Una figura mitica e travagliata che nell'assurdità della deportazione smarrisce il suo grande amore Gabriel Lajeunesse ma non smette mai di cercarlo: i due spesso si trovano vicini senza però incontrarsi, finchè...
Una figura mitica che assurge spesso a vera e propria eroina. Decine di pubblicazioni e traduzioni. Dalla trama del  poema venne girato un film muto nel 1929 con l'attrice Dolores Del Rio. Dagli anni 90 il musical EVANGELINE viene rappresentato in numerosi teatri negli Stati Uniti ed in Canada con enorme successo di pubblico.



Quando il poema in 1400 versi (esametri)  “Evangeline” scritto da Henry Wadsworth Longfellow fu pubblicato negli Stati Uniti nel 1847, il mondo anglofono venne a conoscenza della storia della grande deportazione degli Acadiani e il grande sradicamento “le Grand Dérangement” (1755-1763). 

Grand-Pré, dimenticato per almeno un secolo, divenne popolare per i turisti americani ansiosi di visitare il luogo di nascita di Evangeline, eroina del romanzo. Ma nulla rimaneva del villaggio originale ad eccezione dei terrapieni e una fila di vecchi salici.
Nel 1907 lo scrittore, storico e gioielliere John Frederic Herbin, la cui madre era acadiana, comprò la terra che riteneva essere la sede della Chiesa di Saint-Charles al fine di poterla preservare. L’anno successivo il governo della Nova Scotia emanò un decreto per inserire quale amministrazione fiduciaria  il “Grand-Pré Historic Grounds”.
Sul luogo Herbin costruì un muro per delimitare il cimitero della chiesa, usando le pietre di ciò che lui riteneva essere le fondamenta acadiane.
Nel 1917 egli vendette la proprietà al “Dominion Atlantic Railway” (DAR), a condizione che gli acadiani venissero coinvolti nella sua conservazione.
Nel 1920 il DAR eresse una statua ad Evangeline, realizzata dallo scultore canadese Philippe Hebert e finita, dopo la sua morte, dal figlio Henri.
Il DAR concesse una parte del terreno alla Société l’Assomption, una compagnia di mutua assicurazione, di proprietà e diretta da Acadiani. La Société National l’Assomption promosse un comitato per raccogliere fondi per erigere a Grand-Pré una chiesa-memoriale. La costruzione, iniziata nella primavera del 1922, venne completata per la parte esterna nel novembre dello stesso anno; mentre la parte interna della chiesa fu terminata nel 1930, 175° anniversario della deportazione e venne aperta al pubblico come museo. Nel 1924 il comitato eresse una croce a due chilometri dalla chiesa, per commemorare le sofferenze della  deportazione.
http://www.umoncton.ca/umcm-maum/node/9

Nel 1957 il governo canadese acquistò Grand-Pré e, nel 1961, divenne Sito Storico di Interesse Nazionale.

mercoledì 20 gennaio 2016

ALGHE A MERENDA e non solo!


Sì, perché questo è il momento in cui più spesso gli abitanti delle province marittime amano degustare l’alga preferita, la DULSE, un’alga rossa (nome scientifico  Palmaria palmata). Cresce in abbondanza nel Pacifico nord-occidentale e nell’Atlantico del Nord sulle coste europee e nordamericane.
E’ diffusissima in tutte le Province Marittime ma la GRAND MANAN ISLAND nella Baia di Fundy si vanta di essere la capitale mondiale dell’alga Dulse (chiamata localmente Dark Harbour Dulse). La raccolta viene effettuata a mano durante la bassa marea. Viene poi essiccata al sole, imballata ed esportata… solo quella che non viene divorata localmente, preferibilmente sgranocchiata a merenda!

E’ un’alga piccola con fronde piatte lisce e morbide che si aprono come le dita di una mano e la cui colorazione può variare dal rosa al rosso porpora. Risulta essere ricca di proteine, vitamina A e C, ferro, zinco e calcio. Non mancano potassio, sodio e iodio naturale. E’ quindi conosciuta come integratore alimentare utile alla tiroide ed in caso di anemia. Ha un gusto quasi piccante e viene utilizzata e consumata in mille varianti dall’antipasto, alle minestre, frittate, torte salate, condimenti e salse. 
Dicono che faccia bene ma è anche tanto tanto buona!


Al CENTRAL MARKET di Saint John, New Brunswick

lunedì 18 gennaio 2016

ALBERGO FUORI DALL'ORDINARIO Seconda puntata

Andiamo avanti nell'excursus delle varie possibilità di alloggio in Canada ...fuori dai soliti schemi. Vedi http://www.turismoincanada.blogspot.it/2016/01/albergo-fuori-dallordinario-prima.html per 2 proposte 'sottozero'!

CASA SULL'ALBERO
Non è precisamente la capanna che avremmo tutti voluto costruirci da bambini! Le sfere "dello spirito libero" sono in effetti dei grossi palloni di legno che pendono dalle fronde della foresta pluviale a Qualicum Beach sull'Isola di Vancouver. Per gli amanti del bricolage... le sfere sono in vendita da montare a casa!

IURTA
Origina dalla tipica abitazione circolare dei nomadi dell'Asia Centrale. Costruite modernamente con materiali tecnologici e studiate per resistere alle intemperie meglio di una tenda convenzionale, le iurte sono sollevate da terra su una piattaforma ed all'interno hanno tutte le comodità necessarie. Un'ampia apertura sul soffitto assicura vedute notturne indimenticabili. Ottima sistemazione per un'avventura nella wilderness senza dimenticare la piacevolezza di un pò di comodità... Vedi Algonquin Park Ontario. 

A yurt overlooking the Bay of Fundy
http://www.pc.gc.ca/eng/pn-np/nb/fundy/activ/camping/yourtes-yurts.aspx

TEEPEE 

Universalmente riconosciuta come la tipica abitazione degli indiani del nordamerica (regola che non vale affatto per tutti i Nativi, ma questo è un altro discorso), è senz'altro un modo avventuroso di immergersi nella solitudine e tranquillità degli ampi spazi aperti o nelle foreste canadesi. Molto diffusa come proposta di soggiorno sull'Isola di Manitoulin in Ontario.



giovedì 14 gennaio 2016

ALBERGO FUORI DALL'ORDINARIO... Prima Puntata

Non ti bastano le bellezze naturali e gli ampi spazi che il Canada offre al visitatore? In questo contesto, vorresti soggiornare in un posto davvero fuori dall'ordinario o tipico del continente nordamericano? Eccoti accontentato, con ben 10 diverse proposte dove passare una o più notti in totale relax! E magari dall'emozione non riuscirai a dormire, ti sembrerà di sognare!


HOTEL DI GHIACCIO 
Québec - Soggiornare in una cattedrale di ghiaccio (dal -2 ai -5 gradi) con tutte le comodità. Di ghiaccio sono le pareti, i soffitti, i candelabri, i mobili, tutto insomma. Da prenotare da gennaio ad aprile... altrimenti troverai solo una pozza d'acqua! Puoi anche solo passare all'ICE BAR per curiosità e una bevanda corroborante...
http://www.hoteldeglace-canada.com/


IGLOO

Lo si potrebbe considerare un  clichè ma è proprio vero che il Canada offre la possibilità di dormire in un vero igloo, monolocale tipico delle popolazioni nordiche costruito completamente con blocchi di neve ghiacciata. Sempre ghiaccio è, soprattutto più sobrio e meno costoso dell'hotel di Ghiaccio.
Le attività correlate ad un soggiorno di questo genere variano dalle escursioni con slitte trainate dai cani, ciaspolate, sci da fondo, etc. Disponibili un pò ovunque. Per esempio n British Columbia Canada West Mountain School tiene corsi che ti insegnano a costruirti il tuo igloo privato ! p.s. può risultare utile in caso di maltempo per approntare un rifugio di emergenza.




SEGUE...

martedì 12 gennaio 2016

BORDER COUNTRY, Minnesota/Ontario


Ci sono circa 1.150.000 ettari di libertà tra il Minnesota (Boundary Waters Canoe Area Wilderness) e la provincia canadese dell’Ontario con i parchi La Verendrye Provincial Park ed il Quetico Provincial Park. Abbastanza per la solitudine e l’avventura, sufficienti per la gioia degli uomini e per la vita dei castori e delle alci, dei lupi grigi e degli orsi neri, delle martore e delle linci, dei caribù e delle aquile dalla testa bianca, oltre a quei milioni di uccelli acquatici che hanno eletto il Border Country a residenza estiva, alcova e nursery.
Ciò che più caratterizza l’area è l’abbondanza di laghi, paradiso di pescatori e canoisti! Quanti sono i laghi in questa zona di confine spesso denominata Border Country, poco ad ovest del lago Superiore? Le guide azzardano 350, ma contando con pazienza le macchioline blu sulla carta ufficiale si arriva a 677. Per i ranger della grande riserva naturale che occupa la parte statunitense della regione, il numero è 1.000, mentre per i pescatori (la specie più abbondante in tutto il territorio) sono 567.


La storia “bianca” della regione del Quetico Superior Country cominciò da un cappello. Di pelliccia di castoro.
La passione degli inglesi per lo Wellington di feltro di castoro e la moda che a Parigi imponeva cappotti e cappellini di pelliccia cambiarono la faccia di quell’America selvaggia quasi quanto nei millenni avevano fatto il ghiaccio e l’acqua.


http://www.thecanadianencyclopedia.ca/en/article/beaver-pelts/

Agli inizi del XVII secolo la regione dei Grandi Laghi non contava più di 100.000 indiani. Qui non ne vivevano che alcune centinaia, un decimo della gente che oggi vi passeggia e vi pagaia in un solo giorno di agosto. Non c’erano tra loro i discendenti diretti di quei cacciatori nomadi che raggiunsero quest’area probabilmente attraverso lo stretto di Bering 10.000 anni fa. Una seconda e più massiccia immigrazione era infatti venuta da sud 5.000 anni dopo.
Gli archeologi li definiscono paleo-indiani, di loro si sa che vivevano in piccoli nuclei familiari spostandosi su canoe di corteccia di betulla, cacciando e pescando, costruendosi utensili di legno e punte di frecce di selce. I loro sogni li dipingevano sulle rocce bianche levigate dai ghiacciai dove ancora spiccano rosse le immagini dell’alce e del cacciatore, le impronte sovrapposte di molte mani, le figure quasi astratte delle loro divinità.
Quando arrivarono gli europei molte tribù indiane si erano succedute nella regione, e l’ultima tra queste, i Dakota Sioux, da tempo era in guerra contro gli Ojibwa che dalle proprie zone di origine, sulla costa est, si erano spostati a nord spinti dalla progressiva invasione dei bianchi.
Il commercio delle pellicce era iniziato nel 1534, quando i primi europei si accorsero di quanto poteva essere bello un cappello di castoro e i coloni americani scoprirono attorno ai Grandi Laghi una popolazione sterminata di questi instancabili roditori ed eccezionali costruttori di dighe. I francesi furono i primi a cominciare un fitto commercio con le popolazioni indiane locali: pellicce contro specchi, nastri, coltelli d’acciaio, rum, fucili. Presto però la domanda di pelli fu tale da indurre i bianchi a tentare essi stessi l’avventura.

E’ l’epopea dei voyageurs: esploratori, commercianti, portatori, cacciatori e trappers. Gli eroi di questa terra erano in realtà dei forzati della canoa, salariati dalla  Compagnia di Nord-Ovest con sede a Montréal (dal 1821 rilevata dalla Compagnia della Baia di Hudson, inglese). Il loro compito era quello di fare la spola tra il Grand Portage, centro di affari sul Lago Superiore e i territori del Nord fino al lago Athabasca, portando merci varie e tornando con carichi di migliaia di pellicce di castoro. C’erano 4.800 chilometri da percorrere dall’1° maggio all’1° ottobre prima che tutto tornasse sotto il dominio del ghiaccio, e non era una strada facile. C’erano rapide e laghi che sembravano mari, lunghi tratti di pista (portage) da percorrere con la canoa rovesciata sulla testa, il freddo, i temporali, i brutti incontri e un carico di 8-10 balle da 20 chili l’una da proteggere contro tutto e contro tutti.
Tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800 lavoravano annualmente nella zona del Lago Superiore oltre 5.000 voyageurs. Ciascuno trasportava, a stagione, centinaia di pelli di castoro, oltre a quelle di lince, lupo, martora, orso, volpe.
Quando la moda finalmente cambiò, il castoro era una specie in pericolo di estinzione e una nuova minaccia si profilava all’orizzonte. Alla fine dell’Ottocento i primi insediamenti umani già rosicchiavano i confini della grande foresta. Nel 1910 tutti i grandi alberi attorno ai laghi erano stati abbattuti e intere città di legno erano nate presso le cartiere.
Quando anche questo capitolo si chiuse attorno agli anni Settanta, la foresta non era più la stessa. Gran parte degli alberi più alti o più vecchi era stata abbattuta, milioni di metri cubi di legname erano stati sottratti al bosco, mentre le miniere di ferro aprivano ferite non più rimarginabili.
 “Dubito che ci sia un altro posto, dall’Atlantico al Pacifico, per il quale si è tanto discusso e tanto combattuto come per il Border Country”, scrisse Sigurd Olson, uno dei più accesi sostenitori della protezione della regione. Fu una lotta titanica e senza esclusione di colpi iniziata alla fine del secolo XIX quando la nascita dei primi parchi nazionali riempì di speranza gli amanti della natura.

mercoledì 6 gennaio 2016

THE STORY OF LA BEFANA



La Befana

Con l'augurio di un Felice e Prospero 2016 a tutti i nostri lettori, riproduciamo qui di seguito l'articolo di Agata De Santis su italocanadese.com in cui racconta la leggenda della Befana, tradizione italiana esportata, come innumerevoli altre, nel continente nordamericano. Racconta che la vecchina aveva rifiutato di seguire e di aiutare nella loro ricerca i Re Magi perchè troppo occupata a completare le pulizie di casa: pentitasi,  si precipitò fuori con ancora la sua scopa in mano ed iniziò a cercare casa per casa i 3 Magi, sperando di poter anche lei incontrare il Bimbo Gesù. Una frenetica e vana ricerca ma intanto si preoccupava di riempire di leccornie le calze dei bimbi buoni e di pezzi di carboni per quelli meno buoni!

Long before the American Santa Claus became the dominant force in the Italian Christmas tradition, Italian children did not anxiously await gifts on December 25. It was the morning of January 6, on the day of the Epiphany, when the goodies came. And it wasn’t Babbo Natale who brought the gifts, but an old peasant woman affectionately called, La Befana.
The legend goes something like this. An old white-haired woman was busily sweeping her house when the Magi – better known as the Three Wise Men – came to her door. They said they were seeking the new King who was born in Bethlehem. They needed directions, and asked if she wanted to join them on their journey. Impossible, she replied, as she had way too many chores to do. And so the Magi went on their way without the old woman.
But not long after they had left, la Befana began to regret her decision. Were the strangers really going to see the newborn Christ? She ran out of her home with her broom still in tow to look for them, but they were nowhere in sight. And so she set off, searching for them all night, without any luck.
And so the story goes, that every year, on the eve of the feast of the Wise Men – the Epiphany – the old woman once again sets off, going from home to home, in search of the newborn Christ. And while she is there, she fills the stockings of the good children with gifts, and leaves a lump of coal for the bad children. All this in hopes that one day she will indeed see the newborn Christ.
There are a few variations on the story. Some, for example, called la Befana a witch, rather than an old peasant woman. But the main points remain the same.
The Legend Of Old Befana
To this day, the Befana legend continues to be a part of Italian culture, both in Italy and abroad. The Feast of the Epiphany – January 6 – is a national holiday in Italy. It is also considered the last day of the Christmas holiday season.

In 1980, popular children’s author and illustrator, Tomie dePaola, penned a children’s book entitled The Legend of Old Befana, which offers a charming take on the legend. The Italian-American author continues to be a pinnacle in the children’s book genre, and the book, now in its 35th year of publication, continues to be a popular read.


You can purchase a copy of Tomie dePaola’s The Legend of Old Befana from our online store:http://www.redheadproductions.com/ItalocanadeseShop.html.

Il libro THE LEGEND OF THE OLD BEFANA di Tomie dePaola, autore italo-americano per l'infanzia,  è un regalo natalizio di grande successo ancor oggi, a 35 anni dalla prima pubblicazione. 

giovedì 24 dicembre 2015

BUONE FESTE!



BUONE FESTE!
da Blue Whale, Feuille d'Erable e Grizzly Bear

 



ARRIVEDERCI AL 7 GENNAIO

venerdì 18 dicembre 2015

RILEGGIAMO...ROCKIES, una vita lunga 600 milioni di anni



 


Negli ultimi 250.000 anni si sono avute tre ere glaciali di una certa importanza. Sebbene questi sommovimenti geologici  interessino solo un periodo limitato nei 600 milioni di anni di vita delle Rockies, i loro effetti sono stati determinanti. Essi avrebbero infatti coperto le montagne più alte, all'epoca tondeggianti, dando origine a un territorio molto simile all'attuale Antartide. L'erosione dei ghiacciai avrebbe in seguito prodotti i circhi glaciali e i tipici profili che caratterizzano i rilievi che tutti noi ammiriamo estasiati.
I profili a punta, peculiarità inconfondibile delle Rocciose, hanno origine quando i solidi strati di calcare, dolomite e quarzite si mescolano con gli strati più deboli di argillite. Le formazioni più solide diventano colline mentre l'argillite viene corrosa formando le cornici di roccia. Per questi motivi molte montagne ricordano talvolta le torte nuziali a più strati!
Molte cime hanno la forma di un dente acuminato: tali formazioni nacquero quando gli strati orizzontali di rocce sedimentarie vennero sospinti in modo da assumere una posizione quasi verticale. Le rocce più deboli subirono gli effetti dell'erosione, e gli strati più resistenti assunsero la forma di guglie e colonne verticali.
Le vette a forma di piramide si formano in seguito all'erosione simultanea di vasti ghiacciai che occupano più versanti di una montagna. Le cavità che rimangono attorno alla sommità si chiamano 'circhi' mentre i crinali presenti fra esse sono detti 'rughe'.


NOTA DEGLI AUTORI:
Siamo orgogliosi del successo di questo nostro Blog nato il 19 febbraio 2007.
Poiché non ci occupiamo esclusivamente di stretta attualità ma affrontiamo da quasi 8 anni soprattutto argomenti di storia e memoria, geografia, natura, e altre curiosità che servano a farvi conoscere meglio questo straordinario paese, ci rendiamo conto che i nostri nuovi lettori non hanno quindi il tempo materiale per rileggersi tutti i nostri interventi!
Il fatto poi che il nostro lavoro sia rimasto ‘spezzato’ in due per un misteriosi incidente tecnico nel dicembre 2007, ci vede sì superare i 450mila contatti per questo sito www.turismoincanada.blogspot.com ma con meno contatti correnti per quello pre-10dic07 (www.turismoincanada3.blogspot.com) che contiene molti articoli davvero di piacevole lettura.
Pensiamo quindi di fare cosa gradita a molti amici del Canada, nuovi e vecchi, scegliendo di proporvi di tanto in tanto il testo integrale o il link ad un post degli anni scorsi tra quelli da noi ritenuti più interessanti o che ci dispiace particolarmente che qualcuno non abbia potuto o fatto in tempo a leggere.
Speriamo che anche i lettori più affezionati ri-leggeranno con piacere quanto da noi ri-proposto.

mercoledì 16 dicembre 2015

IL NARVALO

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Il narvalo venne descritto per la prima volta nel 1655 con il nome di Unicornis marinum. Successivamente venne descritto dal naturalista olandese Gerardus Johannes Mulder nel 1835. In passato, questo splendido cetaceo veniva cacciato per la sua lunghissima "zanna" che, in realtà, non è una zanna ma un lunghissimo dente posseduto dai soli esemplari maschi. Il lungo "corno" era particolarmente ambito da Re e potenti, poiché era diffusa la leggenda che avesse proprietà antiveleno molto potenti. Posate e bicchieri erano realizzati con il dente del narvalo perché così avrebbe eliminato le proprietà mortali di qualunque veleno con cui fosse venuto a contatto. Il dente del narvalo era dunque oggetto di scambi tra regnanti e spesso faceva bella mostra nei musei reali.


Distribution of Narwhal
Diffusione del narvalo


Au premier regard

Le narvalCet animal :
  • Était chassé au Moyen Âge pour sa défense qui était vendue en tant que corne de licorne censée posséder des pouvoirs magiques pour guérir toutes les maladies.
  • Appartient au sous-ordre des cétacés odontocètes, ou « baleines à dents », comme les cachalots et les dauphins
  • Tient son nom du vieux norrois « nar » (cadavre) et « hvalr » (baleine) en raison de son habitude à flotter immobile à la surface de l’eau et de sa couleur pâle.
  • Possède une défense en spirale dont les rainures sont orientées naturellement vers la gauche.
  • Est l’un des cétacés, ou baleines, qui plonge le plus profondément.
Canadian Wildlife Federation - Fédération Canadienne de la Faune
http://www.hww.ca/fr/faune/mammiferes/le-narval.html



narwhal2
Foto relativa al traffico illegale di zanne di narvalo da:
http://www.ilgiornaledeimarinai.it/narvali-il-traffico-illegale-di-zanne/



Il narvalo: simbolo dell'artico canadese

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