lunedì 30 luglio 2007

CAMPBELL HOUSE MUSEUM, Toronto

Difficile trovare qualcosa di veramente vecchio nella moderna città di Toronto ma una eccezione davvero interessante è CAMPBELL HOUSE, al 160 di Queen Street West all’angolo con la University, circondata dal traffico e dai grattacieli del centro. Una villa improntata a quello stile tanto caro all’epoca georgiana: l’architettura Palladiana, di origine Italiana frammista a elementi classici greci e romani nelle simmetrie e proporzioni di porte, finestre, camini, etc.

Fu costruita nel 1822 per il giudice William Campbell e la moglie Hannah come residenza per svago e relax quando ormai i figli erano grandi e la famiglia godeva di una affermata posizione sociale ed economica.
Era la più vecchia costruzione rimasta di quello che era il primo insediamento abitativo sulle rive del lago, poi diventata capitale dell’ Upper Canada col nome di York, quando il 31 marzo 1972 venne spostata dal sito originale al punto dove oggi si trova come museo vivente. Destinata ad essere rasa al suolo per dar spazio ad un parcheggio era stata offerta a chiunque fosse in grado di portarsela via.

Fu salvata da una confraternita di avvocati che ne curarono il trasferimento (6 ore e mezzo per percorrere il chilometro e mezzo di distanza), il restauro ed il recupero di mobili e suppellettili d’epoca.
Luogo ove rivivere la vita quotidiana del primo ottocento del nuovo mondo accompagnati da guide in costume che ti accompagnano in numerose programmi ricreativi e educativi (cucina, storia, danza, teatro; funziona anche la cucina per gruppi prenotati).Attenzione agli orari: chiuso il lunedì, dal martedì al venerdì 9.30-16.30, sabato e domenica 12.00 – 16.00.
Controllare il
sito anche per calendario attività e interessante video del trasferimento del 1972.

lunedì 16 luglio 2007

BLUENOSE


Hai mai pensato di conoscere il paese meta del tuo viaggio osservando le sue monete?
A volte l’iconografia è semplice, di facile lettura; altre volte l’immagine riprodotta necessita di un approfondimento. Mentre sorseggi un caffè (lungo, ovviamente!) sulla terrazza di un bar di Quebec City o il tradizionale tè delle 5 a Victoria, guardati in tasca e cerca il dime, dieci centesimi, la piccola moneta bianca con un veliero… ma che sarà mai?

Si tratta dello schooner (goletta) da pesca BLUENOSE, varato a Lunenburg in Nova Scotia il 26 marzo 1931, appositamente costruita per gareggiare nella competizione riservata a questo tipo di imbarcazione a vela (International Fishermen’s Trophy) fino al 1938. L’amichevole rivalità con le imbarcazioni del New England si trasformò in una sfida per il primato e la superba BLUENOSE fu imbattibile: vinse infatti per 18 anni consecutivi diventando un importante simbolo delle capacità marinaresche delle genti della Nova Scotia, tanto da essere riprodotta su un francobollo emesso nel 1929 e sul dime canadese dal 1937.

Ma i tempi cambiano, le flotte si modernizzano e la BLUENOSE fu convertita per il trasporto merci nelle Indie Occidentali. Per colare a picco nel gennaio del 1946 su un reef di Haiti. Potrai però visitarne una fedele replica (qui nella foto) ancorata nel porto di Lunenburg, sempre che la BLUENOSE II, nota come Queen of the North Atlantic, non stia veleggiando ambasciatrice nei porti della costa nordamericana a promuovere il turismo ed il commercio della Nova Scotia.

L’origine del suo nome?
Come spesso accade, le leggende sono più d’una: forse perché così chiamavano lo schooner i marinai che trasportavano le tipiche patate dalla buccia blu coltivate in Nova Scotia al mercato di Boston, fin dagli anni 1780; forse invece perché i marinai erano superstiziosi e non si toglievano mai i guanti fatti a mano dalle donne di casa con una grezza lana blu, il cui colore stingeva, inzuppata dall’acqua salata, mentre il marinaio, intento alle manovre, tentava di asciugarsi il naso…