venerdì 5 ottobre 2012

LA FIABA DELLO SCIROPPO D'ACERO



... così la racconta Cosetta Zanotti in Fiabe dal Mondo sul 'Messaggero di Sant'Antonio' di settembre:

Una leggenda degli Indiani d'America racconta che fu un saggio irochese  a scoprire la dolce linfa dell'acero. 
Sebbene le fedi indiane fossero molto diverse fra loro, esse riconoscevano alla natura una grande sacralità. Tutti gli uomini erano accomunati da un profondo senso religioso e della consapevolezza di essere parte inscindibile della natura. Secondo la cultura di quei popoli, ogni persona aveva con essa un rapporto privilegiato e chi non sperimentava questa forte relazione non poteva vivere in armonia con il creato. Anche gli irochesi, stanziati nel territorio dell'attuale  Canada, consideravano creature sacre gli animali e le piante e portavano loro un gran rispetto.

Tanto tempo fa, una fresca primavera aveva aperto la stagione calda. La neve cominciava a sciogliersi sul terreno, lasciando spazio ai primi germogli. 
Un uomo saggio passeggiava tra gli alberi.
Chiuse gli occhi per ascoltare il soffio del vento e odorare il profumo dell'aria. Respirò all'unisono con il grande respiro della natura, riconobbe i versi degli uccelli, udì il passo degli animali. 
Imparò a distinguere le piante amiche e a incidere la corteccia dell'acero. Da esso stillò una linfa dolce e densa. L'uomo saggio pensò di renderla più liquida, perciò si arrampicò sulla cima dell'albero e fece entrare la pioggia dalle fronde fin giù verso il tronco; poi, mostrò agli uomini come estrarla. 



Da quel giorno il popolo degli irochesi conobbe il dolce sapore dell'acero. Imparò a raccoglierne il liquido dentro le cortecce. Intuì che andava bollito a fuoco lento finché non fosse diventato denso, perciò affinò la pazienza che è amica dell'attesa e nemica dell'ozio, come l'uomo saggio aveva sperato. 
Il popolo degli uomini capì anche come trasformare lo sciroppo d'acero in cristalli di zucchero, semplicemente facendolo bollire per molto più tempo. Esso serviva per insaporire le pietanze durante le feste più importanti o le cerimonie che si svolgevano nella tribù.






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